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Intelligenza artificiale in sanità, la Calabria punta sull'innovazione

Intelligenza artificiale in sanità, la Calabria punta sull'innovazione

In Italia crescono gli investimenti nelle nuove tecnologie, ma la formazione dei medici resta una sfida. In Calabria, un accordo tra Azienda Zero e Unical punta a sviluppare strumenti per migliorare diagnosi, assistenza e gestione dei servizi sanitari.

Intelligenza artificiale, cresce il suo utilizzo negli ospedali italiani

L'intelligenza artificiale sta trasformando il settore sanitario, aprendo nuove possibilità per la diagnosi delle malattie, la gestione dei pazienti e l'organizzazione degli ospedali. Una trasformazione che riguarda anche la Calabria, dove sono stati avviati progetti per introdurre strumenti tecnologici a supporto del sistema sanitario regionale.

Secondo i dati richiamati dall'Osservatorio per l'intelligenza artificiale in Sanità di Welfair, nel 2025 gli investimenti italiani in intelligenza artificiale e analisi dei dati sanitari hanno raggiunto 228 milioni di euro, mentre la spesa complessiva per la sanità digitale è arrivata a 2,7 miliardi.

Alla crescita degli investimenti, tuttavia, non corrisponde ancora una formazione altrettanto diffusa tra i professionisti: soltanto il 30% dei medici dichiara di aver ricevuto una preparazione specifica sull'utilizzo di queste tecnologie.

Un divario che evidenzia la necessità di accompagnare l'innovazione con competenze adeguate e strumenti di controllo.

Calabria, l'accordo tra Azienda Zero e Università della Calabria

Anche la Calabria si prepara a sfruttare le potenzialità dell'intelligenza artificiale per migliorare l'assistenza sanitaria.

Nel febbraio 2026, Azienda Zero, l'ente regionale per il governo della sanità, e l'Università della Calabria hanno sottoscritto un accordo di collaborazione della durata di tre anni.

L'intesa punta alla progettazione, alla sperimentazione e allo sviluppo di soluzioni basate sull'intelligenza artificiale, da applicare in contesti sanitari reali.

Tra gli obiettivi figurano il supporto alle decisioni cliniche, il miglioramento dei percorsi diagnostici e terapeutici e l'utilizzo avanzato dei dati per individuare precocemente possibili rischi per la salute.

Un ruolo importante sarà riservato anche alla medicina personalizzata, con strumenti capaci di aiutare i professionisti a definire percorsi di cura più adatti alle caratteristiche dei singoli pazienti.

Diagnosi, liste d'attesa e organizzazione: cosa potrebbe cambiare

Le applicazioni dell'intelligenza artificiale non riguardano soltanto la diagnosi delle malattie.

Queste tecnologie possono contribuire anche alla gestione delle prenotazioni, all'organizzazione del personale e all'analisi dei flussi di pazienti.

Per una regione come la Calabria, dove le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie rappresentano una questione particolarmente sentita, l'innovazione digitale potrebbe diventare uno strumento utile per migliorare l'efficienza dei servizi.

L'accordo tra Azienda Zero e Unical prevede infatti lo studio di soluzioni finalizzate anche all'ottimizzazione dei processi amministrativi e alla riduzione dei tempi di attesa.

Si tratta, tuttavia, di obiettivi progettuali: per misurarne gli effetti concreti sarà necessario verificare quali strumenti verranno effettivamente introdotti nelle strutture sanitarie e quali risultati produrranno.

Telemedicina, nuove opportunità per i territori più isolati

Accanto all'intelligenza artificiale, un'altra importante opportunità è rappresentata dalla telemedicina.

Attraverso visite a distanza, teleconsulto e monitoraggio remoto, alcune prestazioni possono essere erogate senza richiedere necessariamente lo spostamento del paziente verso una struttura ospedaliera.

Una possibilità particolarmente rilevante per i cittadini che vivono nei piccoli comuni e nelle aree interne della Calabria, dove raggiungere ospedali e ambulatori può richiedere spostamenti lunghi.

Nel settembre 2026, durante un incontro dedicato alla sanità digitale, è stata ribadita l'importanza di sviluppare questi strumenti per avvicinare l'assistenza ai cittadini.

La telemedicina non sostituisce le visite e gli accertamenti che richiedono la presenza fisica del paziente, ma può rappresentare un supporto nella gestione delle patologie croniche e nel monitoraggio delle condizioni di salute.

La tecnologia da sola non basta: servono formazione e sicurezza

La diffusione dell'intelligenza artificiale pone anche questioni legate alla preparazione del personale sanitario, alla protezione dei dati e alla responsabilità delle decisioni cliniche.

Gli strumenti digitali possono analizzare grandi quantità di informazioni e fornire indicazioni utili, ma la valutazione medica deve rimanere affidata ai professionisti sanitari.

Per questo motivo, oltre agli investimenti tecnologici, sarà fondamentale garantire percorsi di formazione e sistemi di verifica dell'affidabilità delle applicazioni utilizzate.

In Calabria, la collaborazione tra istituzioni sanitarie e mondo universitario potrebbe favorire lo sviluppo di competenze specialistiche, valorizzando le attività di ricerca presenti sul territorio.

La sfida sarà trasformare i progetti in servizi realmente accessibili, capaci di migliorare l'esperienza dei pazienti e il lavoro degli operatori.


L'intelligenza artificiale può contribuire a migliorare la sanità calabrese e ridurre le liste d'attesa? Vi affidereste a strumenti tecnologici per supportare diagnosi e percorsi di cura, mantenendo sempre il controllo del medico?

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