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GLI SPECIALI DI VIDEO CALABRIA - Premio Carical, vent’anni di idee per leggere il mondo

Una scommessa vinta perché giocata sulla qualità e sull'innovazione. Ambiziosa, certo, ma concreta. Tanto da arrivare a festeggiare i 20 anni senza mai abbassare il livello. Anche quest'anno il Premio per la Cultura mediterranea, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania ha visto sfilare sul palco del teatro Rendano di Cosenza protagonisti di grande prestigio. In una cerimonia di premiazione “che - ha spiegato il presidente della fondazione Carical Giovanni Pensabene -  rappresenta la 'punta di diamante' delle iniziative nostre culturali. Di anno in anno abbiamo affrontato le sfide con cui si confronta tutta l'umanità: le migrazioni, la guerra e la pace, i cambiamenti climatici e, quest'anno, l'Intelligenza artificiale - in collaborazione con l'Università della Calabria, che della materia ha una grandissima conoscenza”.

Attenzione all'attualità, dunque, ai grandi temi che agitano il presente nel bene e nel male, con una giuria d'eccellenza chiamata ad individuare figure legate alla narrativa, all'informazione ed alla scienza. Come Marco Lavalle, scienziato originario di Tricario, cui è stato assegnato il Premio Speciale per il percorso che lo ha portato a guidare un gruppo tecnico presso la NASA.

I premi

Sono stati i giovani lettori, invece - oltre trecento studenti di istituti calabresi e lucani - a premiare  Rosita Manuguerra per il suo "Malanima", nella categoria Narrativa Giovani

Per la categoria Società civile il riconoscimento è andato all'attivista Nicolò Govoni, cofondatore di “Still I Rise” un’organizzazione umanitaria che apre scuole d’eccellenza per i bambini più vulnerabili in diverse nazioni del mondo

Mentre la biologa molecolare Antonella Fioravanti ha ricevuto il premio dedicato alle  Scienze dell'Uomo

Ospite d’eccezione della serata, lo scrittore, poeta e saggista marocchino Tahar Ben Jelloun, vincitore della prima edizione del Premio (nella sezione Società Civile) assieme allo scrittore israeliano Amos Oz. Il premio per la Cultura dell'informazione è stato conferito alla giornalista e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti.

Ayşegül Savaş – premiata per la sezione Narrativa – si è detta particolarmente onorata di questo premio ricevuto in Italia, per un'opera “Gli antropologi” ispirata ad uno dei grandi classici della nostra letteratura, “Lessico familiare” di Natalia Ginzburg. Nel segno del dialogo tra le culture che si affacciano sul Mediterraneo anche il Premio per la Traduzione assegnato a Yasmina Mélaouah.

Si è collegata con grande difficoltà da Gaza, infine, Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese cui è stato assegnato il Premio speciale della giuria per la Narrativa per “Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza”, la drammatica testimonianza di una madre che cerca di proteggere i propri figli e preservare, anche nell'orrore della guerra, uno spazio per la vita e la speranza.


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