Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Calcio Serie B: per il Catanzaro inizia l'era-Mignani

Calcio Serie B:  per il Catanzaro inizia l'era-Mignani

Per fortuna si rigioca subito. Domani sera alle 19 il Catanzaro torna in campo a Benevento per il turno infrasettimanale: la nona giornata si consuma in poche ore, e al Santa Colomba prende il via la gestione tecnica di Michele Mignani. Che, arrivato ieri, ha avuto giusto il tempo di capire dove si trova, ottenere le indispensabili istruzioni del diesse Ciro Polito, col quale non c’è stato bisogno di alcuna presentazione, e di tastare il polso allo spogliatoio, dando la precedenza ai senatori.

Lo staff tecnico

Dopo aver accettato il mini-clan di collaboratori proposto dal nuovo tecnico, a partire dal vice, Simone Vergassola, la società ha accontentato il genovese anche per quel che riguarda il preparatore atletico indicato, ovvero, Giorgio D’Urbano, anche grazie al via libera del Cesena che lo svincolerà alla fine della gara casalinga di domani sera contro l’Empoli. Insomma, Mignani ha carta bianca pur di tentare una risalita niente affatto facile ma non impossibile anche perché se c’è un difetto che salta agli occhi subito è proprio il deficit atletico che i giallorossi accusano nei confronti degli avversari, e che è stato lampante nel secondo tempo della gara di sabato scorso contro l’Ascoli.

Subito in campo

Meglio giocare subito, dicevamo, e per una lunga serie di motivi: intanto andare in campo evita a dirigenti, calciatori e tifosi di macerarsi per una settimana tra cattivi pensieri e recriminazioni, e poi nessuno avrà eccessive pretese dato che Mignani avrà diretto solo un paio di allenamenti. Dunque, pressione al minimo, e per una squadra finita in blocco sotto esame è il modo migliore di affrontarne una che attraversa un buon momento di forma e che specie in casa ha costruito l’ottimo quinto posto parziale in classifica. Il sospetto che si sia perso tempo, che bisognasse procedere prima col cambio della guida tecnica è da accantonare: più o meno tutti sono consapevoli degli errori di valutazione, ma fino a gennaio si deve andare avanti con questa rosa, anche troppo ricca, ed in questo tempo andranno fatte le valutazioni del caso in vista del mercato invernale. Noi ribadiamo la nostra idea, per quello che vale: l’errore originario è stato quello di smantellare una squadra arrivata ad un metro dalla serie A, perché non si poteva certo pretendere di trattenere Favasuli e Liberali, ma si poteva resistere alle sirene pisane per Pittarello, e non privarsi a cuor leggero di giocatori affidabili come Pontisso e Pompetti, che nelle ultime tre stagioni avevano anche mostrato attaccamento alla maglia e alla città.

Da dove riparte Mignani

Da dove ricomincerà Mignani? Non c’è da aspettarsi rivoluzioni, e provare a fare congetture sulla formazione che andrà in campo domani sera sarebbe un esercizio di stile, o poco più. Non si va lontano dalla verità affermando che il nuovo tecnico farà leva sull’orgoglio e chiederà a Iemmello, Petriccione e Pigliacelli di dargli una mano a livello psicologico. Il ruolo più delicato spetta al capitano, che da quando veste la maglia giallorossa un momento così difficile non lo aveva ancora vissuto: anche per lui questi primi due mesi di stagione sono stati complicati, avari di soddisfazioni, caratterizzati anche da uno stato di forma lontano dall’ottimale. Proprio perché, alla soglia dei 35 anni, è uno dei più esperti Iemmello sa benissimo che in una situazione del genere nessuno può accampare pretese, compresa quella di una maglia da titolare. Mignani, al di là della scelta del modulo, è un allenatore pratico, difficile che all’inizio scelga di puntare su chi ha steccato in modo evidente. Fuor di metafora: ci sorprenderemmo se domani sera al calcio d’inizio negli undici di partenza ci fossero Imperiale e Pafundi, per fare un paio di nomi. Nessuna bocciatura, ma la semplice presa d’atto di una condizione in questo momento non ideale.

I tifosi ci sono sempre

Chi ci sarà, come al solito, sono i tifosi: nonostante l’ultimo posto in classifica, le sei sconfitte in otto turni, i 20 gol al passivo, che fanno di quella del Catanzaro la peggiore difesa del torneo, fino a ieri erano stati staccati 370 biglietti, e dunque non saranno meno di 400 i sostenitori giallorossi sugli spalti di Benevento. A sperare nella leggendaria scossa, o anche solo in un colpo di fortuna, e finora il Catanzaro ne ha avuta pochissima. Da qualche parte bisogna pur ricominciare.


Continua a leggere