Un controllo sulle misure cautelari ha portato all’arresto domiciliare di un 36enne residente a Cirò Marina, nel Crotonese. I Carabinieri hanno eseguito il provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Emilia nella serata del 14 ottobre, facendo emergere anche un presunto caso di falsificazione documentale.
Gli accertamenti sulla permanenza in Italia
L’uomo era sottoposto al divieto di avvicinamento all’ex coniuge, con controllo tramite braccialetto elettronico. In seguito all’autorizzazione a recarsi in Spagna per ragioni sanitarie, il dispositivo era stato temporaneamente disattivato.
Le verifiche dei militari avrebbero però accertato che il 36enne non era mai partito per l’estero e si era invece trasferito presso l’abitazione di un parente nel Mantovano, contravvenendo alle disposizioni giudiziarie.
Scatta la misura più restrittiva
Dopo la segnalazione dei Carabinieri, l’autorità giudiziaria ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, ordinando gli arresti domiciliari.
Documento sospetto, scatta la denuncia
Un ulteriore episodio si è verificato in caserma, durante l’identificazione necessaria per notificare il provvedimento. Il 36enne ha consegnato ai militari una carta d’identità elettronica che, a un primo esame, presentava alterazioni evidenti ed era sprovvista del microchip. Il documento è stato sequestrato e per l’uomo è scattata anche una denuncia in stato di libertà per presunta falsità materiale commessa da privato.
Trasferito nella propria abitazione
Al termine delle procedure, dopo la nuova installazione del braccialetto elettronico, il 36enne è stato accompagnato a casa, dove resterà agli arresti domiciliari.
