
Un 39enne di Isola Capo Rizzuto, L.N., ritenuto vicino alla cosca Arena, è stato trasferito nel carcere di Catanzaro. Dovrà scontare un residuo di pena di un anno e un mese di reclusione, nell’ambito delle vicende giudiziarie scaturite dall’operazione “Jonny”.
Il 39enne era già stato detenuto
L’uomo era già finito in carcere durante l’inchiesta, salvo poi essere scarcerato per la decorrenza dei termini della misura cautelare. Ora, dopo la condanna, è stato nuovamente accompagnato in istituto penitenziario per l’esecuzione della pena residua.
Nella stessa indagine erano stati coinvolti anche il padre e il fratello del 39enne.
L’inchiesta “Jonny”
L’operazione “Jonny”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e scattata nel maggio del 2017, aveva acceso i riflettori sugli interessi attribuiti alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto.
Uno dei principali filoni dell’indagine aveva riguardato la gestione del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto e, in particolare, le risorse pubbliche destinate ai servizi per i migranti.
Il sistema dell’accoglienza nel mirino
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la cosca avrebbe avuto la possibilità di inserirsi nella gestione di alcuni servizi attraverso società e subappalti, con un sistema che avrebbe consentito di intercettare ingenti somme di denaro pubblico.
L’inchiesta aveva portato sotto i riflettori anche alcune figure esterne all’organizzazione criminale, tra cui l’imprenditore Leonardo Sacco e il sacerdote Edoardo Scordio, entrambi coinvolti nel procedimento.
Gli altri interessi della cosca
Gli accertamenti avevano inoltre evidenziato, secondo l’impostazione accusatoria, interessi nel settore delle scommesse online e delle slot machine, oltre a presunte attività estorsive ai danni di operatori economici e strutture turistiche del Crotonese.
Il quadro delineato dagli investigatori comprendeva anche presunte pressioni sulle attività commerciali e un sistema di rapporti economici finalizzato a favorire imprese ritenute vicine al gruppo criminale.
Arresti e sequestri nel 2017
L’operazione aveva coinvolto Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza e aveva portato a numerosi arresti e a sequestri patrimoniali per un valore complessivo di decine di milioni di euro.
A distanza di anni, gli sviluppi giudiziari dell’inchiesta continuano a produrre effetti. Tra questi, anche l’esecuzione della pena nei confronti del 39enne di Isola Capo Rizzuto, ora trasferito nel carcere di Catanzaro.





