
Le sigle sindacali parlano di una situazione ormai insostenibile e avvertono: senza risposte concrete potrebbero partire nuove forme di protesta.
Scatta lo stato di agitazione del personale
Fsi-Usae, Nursing Up e USB hanno annunciato lo stato di agitazione per gli operatori dei Pronto soccorso calabresi, del servizio di emergenza territoriale 118 e dei reparti di emergenza ostetrico-ginecologica e pediatrica.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto al Prefetto di Catanzaro l’attivazione della procedura di conciliazione prevista dalla normativa, con l’obiettivo di aprire un confronto prima di eventuali ulteriori iniziative.
Contestata l’esclusione dall’indennità
Al centro della protesta c’è l’accordo siglato il 25 giugno scorso tra il Dipartimento regionale Tutela della Salute e alcune organizzazioni sindacali. Secondo Fsi-Usae, Nursing Up e USB, quell’intesa ha escluso una parte degli operatori dell’emergenza dal riconoscimento dell’indennità destinata al personale dei Pronto soccorso.
Per i promotori della mobilitazione si tratta di una decisione che modifica quanto stabilito nel precedente accordo regionale del 2024 e che, a loro giudizio, penalizza la Calabria rispetto al resto del Paese.
Un sistema in affanno tra carenze e disservizi
Le sigle sindacali sostengono che il problema non riguarda soltanto l’aspetto economico. Vengono denunciate gravi difficoltà organizzative, con organici insufficienti, postazioni del 118 spesso scoperte, equipaggi incompleti e un numero di ambulanze ritenuto non adeguato alle necessità del territorio.
Anche il parco mezzi viene definito obsoleto e, in diversi casi, privo delle attrezzature indispensabili per garantire interventi di emergenza efficaci e sicuri.
Sicurezza degli operatori sotto accusa
Secondo i sindacati, restano aperte anche criticità legate alla tutela del personale. Tra i problemi segnalati figurano la mancanza di dispositivi di protezione adeguati, l’assenza di procedure operative uniformi e una formazione continua ritenuta insufficiente.
Una situazione che, secondo Fsi-Usae, Nursing Up e USB, finisce per ripercuotersi sia sulle condizioni di lavoro degli operatori sia sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
Le richieste alla Regione Calabria
Le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Regione per affrontare le principali criticità del settore. Tra le priorità indicate ci sono il riconoscimento dell’indennità a tutto il personale avente diritto, il rafforzamento degli organici, il rinnovo delle ambulanze, il potenziamento delle dotazioni sanitarie e l’introduzione di protocolli condivisi accompagnati da percorsi di formazione.
Possibile lo sciopero senza risposte
Fsi-Usae, Nursing Up e USB fanno sapere che, se non arriveranno risposte concrete in tempi brevi, valuteranno ulteriori iniziative di mobilitazione, fino alla proclamazione dello sciopero nel rispetto delle norme previste per i servizi pubblici essenziali.





