
La Procura Generale di Catanzaro presenta ricorso contro un’ordinanza con cui la Corte d’Appello aveva dichiarato inammissibile un appello su richiesta del pm in merito ad una sentenza del Tribunale di Catanzaro. Il ricorso, depositato lo scorso 10 luglio, mira ad ottenere l’annullamento del provvedimento ritenuto viziato per un’applicazione errata inerente al processo penale telematico. Nel corso del processo, infatti, erano state decretate le assoluzioni totali o parziali di 35 imputati del maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium contro i clan del Vibonese.
Il ricorso
Nello specifico, il ricorso pone l’accento sulle difficoltà tecniche riscontrate nell’utilizzo dell’applicativo ministeriale per il deposito telematico degli atti, soprattutto riguardo a un procedimento di particolare complessità che vede coinvolti oltre 280 imputati e un fascicolo composto da svariate decine di migliaia di documenti. Secondo la Procura Generale, tale complessità avrebbe reso di fatto impossibile la formazione del fascicolo telematico sull’applicativo ministeriale, una circostanza attestata da diversi provvedimenti giurisdizionali e dallo stesso servizio di assistenza informatica che non ha potuto operare sul fascicolo per via della sua “particolare complessità e pesantezza”.





