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Uccise il padre, ridotta la pena a Walter Loielo

La Corte d'assise d'appello di Catanzaro l'ha rideterminata da 20 anni a 9 anni e 10 mesi di reclusione

Uccise il padre, ridotta la pena a Walter Loielo

Riformata dalla Corte d'assise d'appello di Catanzaro la sentenza emessa dal Gup di Vibo Valentia il 4 marzo 2024 nei confronti di Walter Loielo, oggi collaboratore di giustizia, imputato per l'omicidio del padre Antonino Loielo, avvenuto nell'aprile 2017 nelle campagne della frazione Ariola di Gerocarne.


La ricostruzione dell'accusa

Secondo la ricostruzione dell'accusa, il delitto era scaturito nell'ambito di contrasti familiari. Poi seguì l'occultamento del cadavere. In primo grado, all'esito del rito abbreviato, Loielo era stato condannato alla pena di 20 anni di reclusione per omicidio, occultamento di cadavere e reati in materia di armi. Nel giudizio d'appello, la Procura generale di Catanzaro aveva chiesto una diminuzione della pena chiedendo 16 anni di carcere.


La collaborazione con la giustizia

I giudici di secondo grado hanno accolto i motivi di appello proposti dal difensore dell'imputato. Durante il percorso processuale, è stata di particolare rilievo la sua collaborazione con la giustizia. Le sue dichiarazioni hanno permesso agli investigatori di individuare il luogo in cui era stato nascosto il corpo del padre. Il corpo fu rinvenuto nel 2020 in un'area boschiva delle Preserre vibonesi, dove era stato occultato sotto la carcassa di una vecchia Fiat 500, avvolto nel cellophane. Le indagini, infatti, furono riaperte proprio a seguito del pentimento e della collaborazione dell'imputato. Dunque, la Corte d'Assise d'Appello ha rideterminato in 9 anni e 10 mesi di reclusione, con contestuale revoca della misura della libertà vigilata.