Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Isola Capo Rizzuto, confiscati immobili per 300mila euro: sorveglianza speciale per padre e figlio

Confisca definitiva di un complesso immobiliare e misure di sorveglianza speciale per due persone legate a vicende giudiziarie. Il provvedimento rientra nell’attività di contrasto ai patrimoni ritenuti riconducibili a proventi illeciti.


Il provvedimento sui beni immobili

I militari della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto del Tribunale, Sezione misure di prevenzione, confermato dalla Corte d’Appello. La confisca riguarda la proprietà superficiaria di un fabbricato a Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, composto da tre unità destinate ad abitazioni e attività commerciale, per un valore stimato di circa 300mila euro.

Le indagini economico-patrimoniali, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, attraverso il GICO e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, avrebbero documentato investimenti rilevanti nella ristrutturazione dell’immobile, giudicati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.


Tre anni di sorveglianza speciale per il padre

Al proprietario è stata applicata anche la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni. Il provvedimento richiama la sua pericolosità sociale, anche in relazione a precedenti vicende giudiziarie.

L’uomo era stato coinvolto nell’inchiesta “Malapianta”, relativa alle attività della cosca Mannolo di San Leonardo di Cutro e al traffico di stupefacenti. Dopo un nuovo giudizio d’appello seguito a un rinvio della Cassazione, la pena è stata rideterminata in otto anni e otto mesi di reclusione.

Nel 2019 era stato inoltre raggiunto da una misura cautelare nell’ambito di un’indagine per usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. Per questi fatti, secondo quanto riportato dalla Guardia di Finanza, è stato condannato in via definitiva a sette anni e quattro mesi di carcere.


Misura biennale anche per il figlio

La sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni, è stata disposta anche nei confronti del figlio. La misura è collegata al suo coinvolgimento nella vicenda di usura, per la quale ha riportato una condanna definitiva a quattro anni, sei mesi e venti giorni di reclusione.

A suo carico risultano inoltre condanne per altri reati, tra cui furto, detenzione e ricettazione di armi.


Accertamenti sui patrimoni e contrasto ai proventi illeciti

L’operazione si inserisce nelle attività di prevenzione patrimoniale svolte dalla Guardia di Finanza per individuare beni che, secondo gli accertamenti, risultino acquistati o valorizzati attraverso risorse di origine illecita. La confisca è diventata definitiva dopo la conferma del provvedimento nei successivi gradi di giudizio.

Continua a leggere