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Mendicino si trasforma in un teatro diffuso con la “Scuola dei Classici”

La rassegna culturale anima il borgo con spettacoli, laboratori ed eventi fino al 20 giugno

Mendicino si trasforma in un teatro diffuso con la “Scuola dei Classici”

UN BORGO CHE DIVENTA PALCOSCENICO

Le strade, le piazze e gli spazi storici di Mendicino diventano il cuore pulsante della cultura grazie alla diciottesima edizione della “Scuola dei Classici”, il festival ideato dalla compagnia Porta Cenere e diretto da Nat Filice e Mario Massaro. La manifestazione, iniziata l’11 maggio, proseguirà fino al 20 giugno 2026 coinvolgendo diversi luoghi simbolo del paese, dal Teatro Comunale all’Anfiteatro Catalano, passando per Palazzo Campagna e i percorsi naturalistici attorno al centro storico.

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Mendicino e dalla Regione Calabria attraverso il progetto “La Calabria che incanta”, conferma il valore del teatro come strumento di partecipazione e valorizzazione del territorio.


CULTURA, TERRITORIO E NUOVE GENERAZIONI

Nel corso degli anni la “Scuola dei Classici” è cresciuta fino a diventare un vero laboratorio permanente dedicato alla formazione, alla memoria e alla promozione culturale. Il festival continua a coinvolgere soprattutto i più giovani, mantenendo viva la volontà originaria di avvicinare ragazzi e famiglie ai grandi racconti della tradizione teatrale e letteraria.

«L’idea iniziale era offrire ai giovani l’occasione di incontrare il teatro e i classici», racconta Mario Massaro. «Con il tempo il progetto si è ampliato fino a trasformare l’intero borgo in uno spazio scenico aperto e condiviso».


IL TEATRO CHE COINVOLGE I BAMBINI

Tra gli spettacoli più seguiti dal pubblico c’è “Le avventure di Giovannino”, interpretato da Elisa Ianni Palarchio e ispirato liberamente a una fiaba di Italo Calvino. Lo spettacolo punta sul coinvolgimento diretto dei bambini, che partecipano alla costruzione della storia con suggerimenti e interventi spontanei.

L’attrice ha scelto di reinterpretare il finale originale del racconto, offrendo al protagonista una conclusione positiva e simbolica. «I bambini diventano parte della narrazione», spiega Palarchio. «Senza la loro partecipazione lo spettacolo perderebbe la sua forza».


LABORATORI E GRANDI TESTI DELLA TRADIZIONE

Accanto agli spettacoli, il festival dedica ampio spazio alla formazione teatrale. Emblematico il lavoro svolto con “Le Troiane”, tragedia di Euripide diretta da Nat Filice e interpretata dagli allievi della Drama School. Un percorso artistico e didattico che ha portato in scena temi universali come il dolore, la guerra e la sofferenza umana, dimostrando quanto il teatro possa diventare occasione di crescita personale e professionale. La rassegna propone così un’esperienza culturale che unisce spettacolo, educazione e partecipazione attiva.


EVENTI, TREKKING E OSPITI NAZIONALI

Il programma continuerà con trekking culturali, osservazioni astronomiche e installazioni di video mapping curate da Giampaolo Palumbo, che illumineranno le architetture storiche del borgo trasformandole in scenografie immersive.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è “Antigone – Il sogno della farfalla”, previsto il 4 giugno al Teatro Comunale. Sul palco dell’Anfiteatro Catalano arriveranno inoltre artisti conosciuti dal grande pubblico come Pippo Franco, Paola Quattrini, Giorgio Colangeli e Debora Caprioglio.


IL RICORDO DI RENATO COSTABILE

L’edizione 2026 è dedicata alla memoria di Renato Costabile, figura centrale nella nascita della rassegna e punto di riferimento per la compagnia Porta Cenere. Un omaggio sentito che accompagna un festival capace, anno dopo anno, di unire teatro, identità e comunità, trasformando Mendicino in un luogo di incontro e condivisione culturale.