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Etichette alimentari, Coldiretti: “Più tutela per il Made in Calabria”

Oltre un milione di firme consegnate all’Unione Europea per chiedere l’obbligo dell’origine in etichetta e una revisione delle norme doganali. Coldiretti Calabria: “Serve trasparenza per difendere imprese e consumatori”

Etichette alimentari, Coldiretti: “Più tutela per il Made in Calabria”

La battaglia per l’origine obbligatoria in etichetta

Coldiretti Calabria rilancia la richiesta di maggiore trasparenza nel settore agroalimentare europeo dopo il sostegno espresso da dodici Paesi Ue alla proposta di rafforzare l’etichettatura obbligatoria d’origine.

L’organizzazione agricola parla di un primo importante risultato politico ottenuto grazie alla mobilitazione di agricoltori e cittadini per garantire ai consumatori il diritto di conoscere la provenienza reale dei prodotti alimentari.


Oltre 30mila firme raccolte in Calabria

La federazione calabrese di Coldiretti ha contribuito con oltre 30mila adesioni alla raccolta nazionale che ha superato il milione di firme.

Le sottoscrizioni sono state consegnate al commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi durante un incontro svoltosi a Roma, nella sede di Palazzo Rospigliosi.

L’obiettivo è introdurre l’obbligo di indicare l’origine su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea.


Nel mirino anche il codice doganale europeo

Tra le richieste avanzate da Coldiretti c’è anche la revisione del codice doganale europeo e del principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”.

Secondo l’associazione, l’attuale sistema consentirebbe a prodotti provenienti dall’estero di acquisire formalmente la nazionalità italiana dopo lavorazioni minime effettuate nel nostro Paese, creando confusione nei consumatori e concorrenza sleale per le imprese agricole.


La protesta degli agricoltori al Brennero

Per denunciare queste distorsioni, Coldiretti Calabria ha partecipato nelle scorse settimane alla mobilitazione nazionale organizzata al Brennero insieme a diecimila agricoltori provenienti da tutta Italia.

Al centro della protesta proprio il fenomeno dei prodotti stranieri commercializzati come Made in Italy dopo semplici trasformazioni industriali.

Secondo Coldiretti, si tratta di un sistema che danneggia la trasparenza del mercato e penalizza le produzioni autenticamente italiane.


Le ricadute sull’agricoltura calabrese

In Calabria il problema assume un peso ancora più rilevante considerando il ruolo strategico del comparto agricolo regionale.

Il settore conta oltre 60mila aziende e rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale soprattutto nelle aree interne più esposte al rischio spopolamento.

Coldiretti evidenzia come i produttori calabresi debbano affrontare contemporaneamente l’aumento dei costi di produzione e la concorrenza di prodotti esteri venduti come italiani.


“Difendere il Made in Italy significa tutelare cittadini e imprese”

Per Coldiretti, garantire etichette chiare significa permettere ai consumatori di compiere scelte consapevoli e difendere il vero Made in Italy dai fenomeni di italian sounding.

Un fenomeno che, secondo l’organizzazione agricola, sottrae ogni anno oltre 120 miliardi di euro alla filiera agroalimentare nazionale e circa due miliardi a quella calabrese.