Appello alle istituzioni: “Non si intervenga solo dopo le tragedie”
Più controlli, maggiore prevenzione e interventi concreti per fermare le morti sul lavoro. È la richiesta lanciata dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, che torna ad accendere i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dopo l’ultimo incidente mortale avvenuto in Calabria.
Per la segretaria confederale Nadia Fortuna non è più accettabile continuare a registrare vittime mentre si lavora. “La sicurezza deve diventare una priorità stabile e non un tema affrontato soltanto sull’onda dell’emergenza”, sostiene il sindacato.
Nel mirino il sistema degli appalti al massimo ribasso
La Cgil punta il dito anche contro il sistema degli appalti e subappalti, ritenuto spesso responsabile dell’abbassamento delle tutele e dell’aumento della precarietà.
Fortuna ribadisce il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, spiegando che il meccanismo del massimo ribasso rischia di comprimere i diritti dei lavoratori e compromettere le condizioni di sicurezza nei cantieri e nelle aziende.
Secondo il sindacato servono regole più severe e responsabilità precise lungo tutta la filiera produttiva.
“La vita vale più del risparmio economico”
Per la Cgil è necessario invertire radicalmente approccio, mettendo al centro la salute dei lavoratori piuttosto che le logiche di profitto.
Il sindacato chiede il rafforzamento degli organici ispettivi, maggiori verifiche nei luoghi di lavoro e investimenti seri nella formazione e nella prevenzione degli incidenti.
“Non si può continuare a considerare inevitabili queste tragedie”, afferma Fortuna, sottolineando come dietro ogni morte sul lavoro ci siano responsabilità e carenze che devono essere affrontate.
La mobilitazione della Cgil continuerà
La Cgil Area Vasta annuncia che continuerà a mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza, chiedendo alle istituzioni nazionali e regionali interventi immediati e strutturali.
L’obiettivo, conclude il sindacato, è riportare salute e sicurezza al centro dell’agenda politica e sociale, fermando una strage che continua a colpire lavoratori e famiglie in tutta Italia.
