“Non si tratta di un semplice riordino normativo, ma di un intervento necessario per colmare carenze evidenti e costruire un sistema che funzioni davvero. In materia di benessere animale, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, istituendo una delega specifica, ha compiuto una scelta politica chiara e innovativa, che significa civiltà, salute pubblica, sicurezza e rispetto della vita in tutte le sue forme”. Lo ha dichiarato
l’assessore al Benessere animale della Regione Calabria, Pasqualina Straface, a margine dell’incontro sul percorso di
modifica della legge regionale n. 45 in materia di randagismo e animali d’affezione, tenutosi alla Cittadella regionale di Catanzaro, al quale hanno preso parte le associazioni calabresi operanti nel settore e regolarmente iscritte al RUNTS e all’Albo regionale.
L’incontro ha visto la partecipazione anche del presidente della Terza Commissione regionale,
Angelo Brutto, del direttore generale del dipartimento Salute,
Ernesto Esposito, e della dirigente del dipartimento di Segreteria generale,
Eugenia Montilla, della dirigente di settore
Paola Rizzo.
La nuova normativa
“La nuova legge – ha detto Straface
- richiama a una responsabilità collettiva che coinvolge Comuni, associazioni, mondo della cooperazione sociale, Aziende sanitarie, istituzioni scolastiche e cittadini, con l’obiettivo non solo di tutelare la salute degli animali, ma anche di contrastare le conseguenze dell’abbandono. Prevediamo pertanto l’obbligo di identificazione e iscrizione degli animali in anagrafe e un’attenzione specifica alle strutture di detenzione, che dovranno garantire permanenze il più possibile brevi e favorire l’interazione con l’essere umano, al fine di agevolare l’adozione e assicurare agli animali una famiglia”.
Pertanto, si punta a costruire un modello totalmente diverso:
“Rafforzeremo l’anagrafe canina, - ha sottolineato l’assessore
- attiveremo campagne permanenti di sterilizzazione e di controllo delle nascite, oltre a iniziative di sensibilizzazione sui territori. Stop anche ai grandi contenitori. Basta lager: La legge prevede un limite massimo di 300 cani. I canili devono essere luoghi di transizione, trasparenti, veri ‘canili di vetro’, aperti alla collaborazione con le associazioni. L’obiettivo è chiaro: cani e gatti devono trovare una famiglia”.