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Occhiuto su FI: «Serve più riformismo e liberismo»

Occhiuto su FI: «Serve più riformismo e liberismo»
Roberto Occhiuto rilancia il dibattito sul futuro di Forza Italia, rivendicando un ruolo attivo ma costruttivo all’interno del partito. Nessuna intenzione di aprire fratture o di alimentare scontri interni, assicura il vicesegretario nazionale azzurro e presidente della Regione Calabria, che anzi ribadisce l’obiettivo di rafforzare il movimento fino a renderlo una forza capace di attestarsi stabilmente intorno al 20 per cento. La condizione, però, è un ritorno più netto a una cultura politica riformatrice e liberale che, a suo giudizio, oggi fatica a trovare piena rappresentanza nel panorama italiano. Dopo l’intervento a Palazzo Grazioli, Occhiuto sceglie un altro luogo simbolico del berlusconismo, Milano, per tornare sul tema. Lo fa in occasione della presentazione del libro di Claudio Cerasa, L’Antidoto, alla libreria Rizzoli, davanti a una platea che comprende anche i sindaci di Milano e Genova, Giuseppe Sala e Silvia Salis. Il messaggio iniziale è chiaro: nessuna “guerra di partito”, nessuna resa dei conti nei congressi. «Non è questo il mio orizzonte», sottolinea il governatore calabrese, che rivolge parole di apprezzamento al segretario Antonio Tajani, riconoscendone equilibrio ed esperienza. Tajani, ricorda Occhiuto, ha indicato come traguardo politico proprio quello di far crescere Forza Italia fino al 20 per cento. «Un obiettivo che sento anche mio», spiega, dicendosi pronto a lavorare fianco a fianco con il leader azzurro per raggiungerlo. La strada passa, secondo Occhiuto, da una rilettura dell’eredità politica di Silvio Berlusconi: dall’impostazione economica all’approccio in politica estera, fino all’attenzione per i diritti civili e a uno stile di vita interna al partito fondato sul dialogo e sulla ricerca di sintesi. Un’impostazione che guarda a un movimento più aperto e dinamico, capace di intercettare sensibilità moderne senza rinnegare la propria identità. In questo quadro si inserisce anche il riferimento alla famiglia Berlusconi. Occhiuto racconta di contatti occasionali con Marina e Pier Silvio, sottolineando come entrambi seguano con attenzione le vicende di Forza Italia. «La considerano ancora l’opera politica del loro padre», osserva, «e vorrebbero che continuasse a essere una forza innovativa, come lo era all’origine». Il nodo, insiste il presidente della Calabria, è proprio l’attualizzazione di quell’innovazione. Nel centrodestra, riconosce, Giorgia Meloni sta dimostrando capacità e autorevolezza, anche sul piano europeo. Ma, avverte, il resto della coalizione non può limitarsi ad attendere le mosse della premier. «Serve iniziativa», è il sottinteso, soprattutto da parte di Forza Italia. Rafforzare gli azzurri, per Occhiuto, non significa indebolire l’alleanza, bensì consolidarla. Un partito liberale e riformista più incisivo potrebbe affiancare l’azione del governo con un contributo specifico, arricchendo il centrodestra di una visione economica e istituzionale più marcata. Una spinta che, nelle intenzioni del governatore, non divide ma unisce, nella prospettiva di rendere l’intera coalizione più solida e competitiva.