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La fiamma olimpica torna a illuminare la città di Milone

La fiamma olimpica torna a illuminare la città di Milone

Nel giorno del solstizio d’inverno è stata la fiamma olimpica a illuminare la città di Crotone. Per la terza volta nella sua storia il capoluogo pitagorico ha accolto il simbolo dei Giochi, nel viaggio da Olimpia a Milano-Cortina 2026. La torcia ha attraversato le strade del centro partendo dal Palamilone, luogo simbolo dedicato a Milone da Crotone, leggenda delle antiche Olimpiadi. «È un momento di condivisione, di festa. È anche motivo d'orgoglio - ha dichiarato l'Assessore allo Sport della città di Crotone, Luca Bossi -. Dietro le Olimpiadi, dietro la fiamma olimpica, ci sono i valori veri dello sport: il sacrificio, la dedizione, la passione. Il saper affrontare le sfide, sapersi interfacciare con l'avversario e rispettarlo. È la cosa più importante: rispettare l’avversario, rispettare le regole. Perché questi sono elementi che ci ritroviamo anche in altri contesti». Quindici i tedofori, guidati dall’apripista crotonese Antonio Carvelli. «Avendo già avuto la fortuna di averlo fatto nel 2006, credevo di essere abituato. Ma in sostanza, c'è sempre quell'emozione che ti arde dentro» ha detto il maratoneta. Presenti anche alcuni tedofori che portarono la fiaccola nel primo storico passaggio del 1960, tra cui Antonio Argentieri Piuma. «Ricordo, tra il 19 e il 20 agosto, una bellissima notte: allora il fuoco d'Olimpia in piazza Pitagora fu portato da Dante D'Oppido, papà di Michele, nostro olimpionico - ha affermato con emozione. Aggiungendo: - La cera che è colata io non l'ho mai pulita, proprio dal fuoco di Olimpia del 1960». Il percorso si è concluso al Giardino di Alì, dove la fiamma, insieme alle istituzioni, ha reso omaggio alle vittime del naufragio di Cutro: un messaggio di pace, fratellanza e speranza. «Un evento straordinario per i crotonesi. Abbiamo fatto partire la fiaccola olimpica dalla statua di Milone: il più grande atleta di tutti i tempi, possiamo dire, era un crotoniate. Per cui l'emozione è tanta - ha affermato il sindaco di Crotone Vincenzo Voce -. Dietro lo sport ci sono valori fondamentali, come il rispetto, il sacrificio che bisogna fare per raggiungere certi obiettivi». Un viaggio che ha attraversato tutta la regione: partita da Reggio Calabria, la fiamma ha toccato Gioia Tauro, Rosarno, Tropea, Vibo Valentia, Lamezia Terme e il capoluogo di regione Catanzaro, dove hanno corso da tedofori la leggenda giallorossa Massimo Palanca, che ha acceso il braciere finale, il campione olimpico di taekwondo Simone Alessio e il capitano del Catanzaro Pietro Iemmello. Dopo le tappe di Crotone e Cosenza, la torcia ha lasciato la regione per proseguire in Campania, verso l’accensione del braciere olimpico il 6 febbraio a Milano.