Bonificare il cuore antico: Crotone e la sfida del centro storico

«Le recenti dichiarazioni del vicesindaco (di Crotone, Sandro Cretella n.d.r.) hanno riportato al centro dell’attenzione politica la situazione del centro storico». Una svolta che Stelvio Marini, membro del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, accoglie come un segnale positivo, pur avvertendo che «non basta una mano di vernice per far rinascere un cuore che da troppo tempo non batte più».
Il Centro Storico come cuore identitario della città
Marini evidenzia come il quartiere antico rappresenti molto più di un insieme di edifici: «È il cuore vivo della città, dove memoria, identità e futuro si intrecciano». Per questo la sua rigenerazione richiede una visione politica e culturale chiara e coraggiosa.
Il crollo demografico e il degrado edilizio
I numeri parlano di un quartiere in profonda sofferenza: appena 2.200 residenti e una popolazione dimezzata in vent’anni. L’abbandono degli immobili e la chiusura delle attività commerciali alimentano un circolo vizioso di spopolamento e degrado.
Forze dell’ordine in prima linea: “Serve un’alleanza sincera”
Marini riconosce il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine contro spaccio, degrado e microcriminalità: «Sono un presidio indispensabile e meritano il sostegno di tutta la città». Ma aggiunge che da sole non possono bastare senza un ruolo attivo dei cittadini.
Spaccio, prostituzione e paura diffusa tra i residenti
Marini descrive una situazione in cui molte famiglie evitano di uscire la sera, mentre anziani e giovani convivono con un clima di apprensione. «Il quartiere non può essere abbandonato al silenzio e all’indifferenza», afferma.
Il mercato parallelo degli affitti: “C’è chi lucra sul degrado”
Marini denuncia un vero e proprio circuito economico sommerso: immobili fatiscenti affittati a prezzi spropositati, con anche dieci persone stipate in un unico alloggio. Un fenomeno aggravato dal subaffitto di stanze o soffitte, spesso tra connazionali, con condizioni igieniche e numeri fuori controllo.
La necessità di una bonifica urbanistica e sociale
Secondo Marini, la rinascita del quartiere passa da un intervento deciso: «Servono controlli sugli stabili, un censimento degli immobili compromessi, denunce e sequestri dove necessario». Solo colpendo lo sfruttamento e ripristinando legalità si può pensare a un futuro diverso.
Un vuoto normativo che blocca la rinascita
Il coordinatore denuncia l’assenza di regolamenti specifici per il Centro Storico su materiali, colori, insegne, interventi edilizi e tutela degli edifici. «Senza norme chiare – afferma – ogni progetto rischia di tradursi in improvvisazione e fallimento».
I commercianti come presidio di resistenza civile
Un passaggio importante è dedicato ai pochi esercenti che continuano a investire nel quartiere: «Sono loro a tenere viva una speranza concreta di rinascita, nonostante un contesto difficile e poco attrattivo».
Verso una governance condivisa per restituire vita al quartiere
Marini conclude indicando la strada da seguire: «Serve un lavoro corale tra istituzioni, cittadini, professionisti, forze dell’ordine e associazioni culturali». La sicurezza, il decoro e la legalità – dice – non sono dettagli, ma le fondamenta della rinascita. «Il cuore antico di Crotone non va lucidato per la foto di rito: va bonificato, restituito ai crotonesi e fatto tornare a battere».