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Un Mediterraneo coeso riparte dall'Università della Calabria

Un Mediterraneo coeso riparte dall'Università della Calabria
Novanta università, centocinquanta tra rettori e delegati provenienti da tutte le università del Mediterraneo, e venti nazioni. Sono i numeri dell'Assemblea generale 2025 di UniMed, l’Unione delle Università del Mediterraneo. Un focus su innovazione, clima, diplomazia accademica e rifugiati che si è svolto all'Università della Calabria di Rende, che si concluderà il 10 luglio. In un momento storico e politico molto teso, caratterizzato da forti trasformazioni geopolitiche, in cui l'istruzione accademica è chiamata ad avere un ruolo fondamentale nella costruzione di un Mediterraneo coeso. Ad aprire l'assemblea è stato il rettore dell'Unical, Nicola Leone, e a seguire il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, presidente della Commissione intermediterranea. Meno ottimista l'ex presidente del Consiglio e della Commissione europea Romano Prodi, che non usa giri di parole per definire il Mediterraneo "un vero disastro".