Seconda edizione del "Magliocco Day": un territorio in un vitigno

Non ha il blasone e la rinomanza internazionale del gaglioppo, ma ora non ne è più il parente povero, ed ha riscattato il passato divenendo uno dei principali e prestigiosi vitigni autoctoni della Calabria. Il magliocco dolce, orgoglio del settore vitivinicolo della provincia di Cosenza, è riuscito ad affermarsi nella considerazione di esperti e wine lovers ed a conquistare sempre più ampie porzioni di mercato sfruttando, certo, il lavoro di promozione di Regione, dipartimento agricoltura ed organizzazioni di categoria, ma non avrebbe potuto farlo se non avesse dimostrato il suo ben definito profilo sensoriale, i suoi profumi fruttati, le sue note floreali e speziate, il suo colore concentrato.
La missione della manifestazione
Ad Altomonte, si è svolta la seconda edizione del Magliocco Day, organizzata dall’Accademia del Magliocco: l’obiettivo del patron, Antonio Andreoli, è quello di giungere ad un modello operativo e promozionale che unisca produttori, istituzioni ed operatori turistici e sia in grado di generare valore per la filiera e l’intero territorio.
Il futuro del Magliocco Day
Scalando la graduatoria della generale considerazione del settore vitivinicolo, la Calabria non ha solo colmato un ritardo storico ma ha anche reso giustizia al lavoro dei produttori ed all’elevatissima qualità dei suoi vini. Il difetto, è evidente, era soprattutto di comunicazione. E, se vogliamo, di perseveranza, di tenacia, che è un po’ una contraddizione in termini alla luce della riconosciuta ostinazione dei calabresi. Per il presidente dell’Accademia del Magliocco, Maurizio Rodighiero, il Magliocco Day deve superare la contingenza e consolidarsi nel tempo.
Un’azione di valorizzazione
Anche per la direttrice generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, è necessaria un’azione di valorizzazione a livello territoriale che unita ai grandi eventi rafforzi la narrazione ed accresca curiosità ed attenzione nei confronti dei vini calabresi.