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Ognuno ha il diritto di difendersi come meglio crede ma è importante sottolineare che
al presidente Occhiuto non è stata notificata un’informazione di garanzia, bensì
un avviso da parte del Gip che comunicava la richiesta del Pubblico Ministero di p
rorogare un’indagine iniziata nel maggio 2024, quando io ero ancora a Lamezia Terme. Pertanto,
non ci sono stati episodi di indagini ad orologeria telecomandata come erroneamente è stato riportato». Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Catanzaro,
Salvatore Curcio, durante uno dei talk organizzato nel festival di libri sulle mafie
"Trame".
«Non siamo i carnefici di nessuno»
«Quando viene notificata una richiesta di proroga di indagine preliminare – ha aggiunto Curcio –
la legge processuale italiana non prevede l’accesso agli atti. Non si tratta di una scelta personale, ma di un obbligo normativo.
Se avessimo consentito l’accesso, avremmo commesso un abuso. Contrariamente a quanto insinuato,
non abbiamo alcun interesse a divulgare atti senza criterio. La legge e la nostra responsabilità sono sempre state la nostra guida.
Non siamo i carnefici di nessuno. Se emergeranno fatti con rilevanza giuridica, saremo pronti ad accettare le responsabilità, ma la nostra priorità è
garantire sempre il rispetto delle leggi e dei diritti fondamentali di ogni persona. In Italia, finché non cambierà la Costituzione, l’azione penale è obbligatoria e questo ci rende uguali di fronte alla legge».