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Sanremo 2025: Brunori ha fatto centro (e non siamo di parte...)

Sanremo 2025: Brunori ha fatto centro (e non siamo di parte...)
Il rischio di chi giudica una qualsivoglia forma d’arte, e le canzoni certamente sono la più moderna e pret-à-porter, è sempre quello: farsi condizionare dalla prossimità ideale, dalle simpatie epidermiche o dalle antipatie preconcette, dalle origini, pure dalla consanguineità. Bene. Ci abbiamo pensato e ripensato, ci siamo chiesti se un po’ fossimo suggestionati dal comune denominatore calabrese: la risposta è no. E il giudizio è che “L’albero delle noci”, il brano che Dario Brunori ha presentato ieri sera al Festival di Sanremo esibendosi come 19° cantante sul palco dell’Ariston, è tra i migliori. Per restringere il cerchio, tra i migliori tre. Per specificare migliori: ha un testo straordinario, evocativo, paterno senza essere paternalista, emozionante ma lontano dal facile acchiappo della lacrima, ricco d’immagini e riferimenti. L’albero di noce è una pianta forte, resistente ma non eterna: quella di Dario è una riflessione nuda e sincera sulla vita, sulla rigenerazione, per insistere su un concetto che gli è caro, sul come diventare genitori modifichi lo sguardo sul mondo e se stessi, come tutto si carichi di purezza e speranza, ma anche di incertezze. La costruzione musicale è pulita, niente saliscendi, l’idea del cantautore del 2025, mischiando con la consueta raffinatezza pop, folk e tradizione. Nota non tanto a margine: tra i 29 brani del Festival solo due sono scritti da un solo autore, quelli di Brunori e quello di Kekko dei Modà. Alla fine del primo giro di giostra, è arrivata la migliore conferma alla nostra pretesa, ma non autoriferita, oggettività: “L’albero delle noci” è fra i primi cinque della classifica, anche se non ne conosciamo la precisa collocazione, nel rispetto del regolamento. Non sappiamo se tornerà in Calabria tra due ali di folla plaudente. Lasciateci, però, dire che di Dario Brunori siamo fieri. In questi tempi di eroi di cartone, esistenze artefatte, menzogne spudorate e diserzioni, a noi non pare poco.