La
Sala Consiliare del Comune di Crotone è stata intitolata ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: una decisione che ha visto la condivisione in toto di Giunta e Consiglio su
due delle figure più importanti della lotta alla mafia, uccisi dalla barbaria criminale nel 1992.
Dopo la scopertura della targa all'ingresso dell'Aula - da parte del sindaco
Vincenzo Voce, della prefetta
Franca Ferraro e del presidente del Consiglio
Mario Megna - la cerimonia si è spostata nel cuore della massima Assise cittadina,
rinnovata ed ornata dei dipinti realizzati dagli studenti del liceo artistico "Arnaldo Mori". Gli stessi hanno realizzato
il dipinto dei due magistrati siciliani che li ritrae nella fotografia più iconica, quadro appeso dietro i banchi della Giunta. Presenti alla cerimonia di intitolazione, i rappresentanti istituzionali, civili e militari del territorio.
Voce: «Doveroso intitolare l'Aula a Falcone e Borsellino»
«
Era doveroso intitolare la Sala Consiliare, il cuore della città – ha detto
il sindaco Voce - a due magistrati barbaramente uccisi dalla mafia. Un'Aula dove
la legalità deve essere la normalità. Sono particolarmente emozionato: oggi
rendiamo un po' di giustizia a due uomini dello Stato».
Nei vari interventi che si sono susseguiti, il presidente del Consiglio
Megna ha posto l'accento sul coraggio, l'abnegazione e lo spirito di sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il presidente del Tribunale,
Massimo Forciniti, ha invece tracciato al figura dei due magistrati. «Due uomini delle istituzioni che hanno spinto tutti ad essere rispettosi delle istituzioni» - ha detto.
Giambra: «Lotta alla criminalità dovere di tutti»
Il questore
Marco Giambra ha ricordato il sacrificio degli agenti che hanno perso la vita nelle stragi di Capaci e via D'Amelio - Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina - ma lanciando anche un messaggio alla comunità crotonese. «
La lotta alla criminalità organizzata - ha detto ai microfoni dei giornalisti - non è soltanto appannaggio delle istituzioni, delle forze dell'ordine, della magistratura. Ma
è un dovere di tutti, anche perchè si può arrivare ad
estirpare questa malapianta, il
cancro della società che è la 'ndrangheta, soltanto se c'è la piena collaborazione dei cittadini. E ne devono essere consapevoli,
non sono parole di circostanza».
Ferraro: «Non ci possiamo girare dall'altra parte»
Ultima, ma non per importanza, la
prefetta Franca Ferraro che si è rivolta principalmente alle studentesse del coro della scuola "Anna Frank" - che hanno arricchito la cerimonia con tre esibizioni canore - invitando a
non girarsi dall'altra parte, a non ignorare la criminalità organizzata. «E' un segnale e un impegno forte per questi bambini – ha detto – penso che la criminalità organizzata oggi sia cambiata, è meno visibile: è questo il problema.
Si può ignorare? Girarsi dall'altra parte?
Noi non ci possiamo girare dall'altra parte. Se oggi siamo qui è perchè ci sono state tante persone che avevano il senso dello Stato».
interviste:
Vincenzo Voce - sindaco di Crotone
Massimo Forciniti - pres. Tribunale di Crotone
Marco Giambra - questore di Crotone