Le
persone con disturbi mentali prese in carico nel 2023 dai servizi sanitari pubblici
in Italia sono state oltre 770mila, pari all'1,5% della popolazione. Considerando solamente i disturbi più gravi, c'è un 3,5% di persone - equivalente a
oltre due milioni di cittadini - che non ha accesso ai servizi. Sono i dati allarmanti diramati dai Dipartimenti nazionali di Salute Mentale in occasione della
Giornata Mondiale della Salute Mentale che si celebra il 10 ottobre.
A pagare
il prezzo più alto sono le categorie più fragili: le fasce sociali più svantaggiate, donne, anziani, ma soprattutto bambini e adolescenti, sempre più vittime delle dipendenze da sostanze, ansia, depressione, e disturbi del neuro-sviluppo che nel 50% dei casi risalgono già alla gravidanza.
Scarseggiano risorse economiche e professionali
Uno dei problemi più urgenti per i servizi di salute mentale in Italia è la
scarsità di risorse economiche e professionali - rileva ancora il Collegio Nazionale dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale - il quale chiede che
almeno il 5% del Fondo Sanitario Nazionale e Regionale venga destinato alla salute mentale. Un investimento che darebbe un grande ritorno sul piano assistenziale, oltre a essere un volano di sviluppo del Paese fortissimo
pari ad almeno il 2% del PIL. È dunque indispensabile per la stessa sopravvivenza dei Dipartimenti, ridefinire la quota di spesa per l’assistenza psichiatrica, oggi in calo in media al 2,5% del Fondo Sanitario Nazionale e Regionale, pari a poco più di 3 miliardi e mezzo che rendono l’Italia fanalino di coda in Europa tra i Paesi ad alto reddito. Per raggiungere il 5%, previsto dalla conferenza unica Stato-Regioni solo per la salute mentale degli adulti,
servono almeno 2 miliardi in più.
Nei DSM, sono presenti circa 25.000 operatori tra psichiatri, psicologi, infermieri e educatori, cioè 55 per ogni 100mila abitanti,
oltre il 30% in meno rispetto a quanto previsto dagli standard AGENAS.
Se a livello nazionale la situazione è critica,
a livello calabrese e locale non è migliore. Anzi... Ne abbiamo parlato con il dottore
Paolo Sesti, neuropsichiatra infantile e psichiatra, nonchè dirigente del Centro di Salute Mentale di Crotone.