Il premio "Dodò Gabriele" all’impegno dei giornalisti nel contrasto alle mafie

Era il 20 settembre del 2009 quando Dodò Gabriele, bimbo crotonese, morì dopo tre mesi di agonia. Venne sparato da alcuni sicari mentre stava giocando a pallone su un campetto di località Margherita: non era lui - ovviamente - il bersaglio di quella pioggia di piombo, ma un soggetto che si trovava a pochi metri di distanza dal piccolo. Sono passati quindici anni da quel maledetto giorno che ha segnato per tutta la vita Giovanni e Francesca, i genitori di Dodò, che - a fatica - si sono rialzati, ed ogni anno lo ricordano a giugno con varie iniziative, tra il cui il premio omonimo giunto alla terza edizione.
Quest'anno, a ricevere il premio, sono stati i giornalisti impegnati nel contrasto alle mafie - ed in particolare Lirio Abbate, Angela Caponnetto, Giulio Cavalli, Bruno Palermo, Pietro Comito, e Michele Albanese. Quest'ultimo - cronista de il Quotidiano del Sud - è sotto scorta da dieci anni per aver scritto su storie ed affiliati di alcune cosche di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro.
Durante la cerimonia, l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Crotone ha annunciato l'intitolazione della struttura sportiva "Settore B" proprio al piccolo Dodò Gabriele.
interviste:
Francesca Anastasio - madre di Dodò
Michele Albanese - giornalista
Pietro Comito - giornalista
Filly Pollinzi - ass. Politiche Sociali Comune di Crotone