VIDEO | Gratteri al premio "Tajani": «Non rassegniamoci perché la rassegnazione è linfa per le mafie»

«La presenza di questo entusiasmo dei ragazzi mi dice che è possibile cambiare. Non conviene delinquere ma bisogna alzare la testa e dire: ce la possiamo fare. Non rassegniamoci perché la rassegnazione è linfa per le mafie, per le massonerie deviate, per i centri di potere che non vogliono un popolo libero e felice. Oggi c'è la conferma che siamo sulla strada giusta: per combattere la mafia dovete studiare. Oggi l'incultura è più diffusa e basta andare sui social per capire il livello. Per questo dovete allenarvi a studiare. E' fondamentale, lo studio diventa dipendenza e serve a costruirsi un futuro ed avere lavoro». Sono le parole del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha dialogato con gli studenti di Cutro durante la prima edizione del premio nazionale “Diego Tajani”, organizzato dal Centro Studi e Ricerche dedicato al magistrato e statista cutrese che combattette la mafia e fu il primo a denunciarne le commistioni in Parlamento. Tre le sezioni e quattro i premiati: il procuratore Gratteri ed il professore Antonio Nicaso – in collegamento dal Canada – per la sezione Legalità; il saggista e politico Isaia Sales per la sezione Mezzogiorno; per la sezione Giovani la giornalista Sara Manisera che ha ricevuto anche una medaglia offerta dalla Camera dei Deputati. Nel parterre rappresentanti istituzionali, militari, e soprattutto gli studenti di Cutro che hanno avuto modo di confrontarsi con i premiati.
La manifestazione è stata organizzata dal Centro studi e ricerche Diego Tajani, associazione composta da un gruppo di studiosi e professionisti per valorizzare l'opera ed il pensiero del magistrato, contribuire alla diffusione della cultura della legalità anche attraverso l’elaborazione di studi qualificati sul fenomeno mafioso e l'attivazione di laboratori aperti alla società. Il Centro Tajani ha avviato collaborazioni istituzionali con le amministrazioni comunali di Cutro, Vietri sul Mare e Reggio Emilia, quest’ultima città meta dell’esodo di migliaia di cutresi emigrati. Il premio è stato importante sia dal punto di vista culturale, ma anche per la presenza dello stesso Gratteri a Cutro, minacciato di morte proprio dal clan cutrese dei Grandi Aracri, ma con la comunità che al contrario ha accolto a braccia aperte il procuratore.
Interviste:
Nicola Gratteri – procuratore della Repubblica di Catanzaro
Isaia Sales – saggista
Sara Manisera – giornalista
Maurizio Mesoraca – pres. Centro studi