L'EDITORIALE | 103 femminicidi nel 2023: ripartiamo dai giovani e dal dialogo

“Nel 2022 si sono verificati 322 omicidi (+6,2% rispetto al 2021): 126 donne e 196 uomini. Cresce il numero di donne uccise da parenti (0,14 per 100mila donne, 0,10 nel 2021). Nei casi in cui si è scoperto l’autore, il 92,7% delle donne è vittima di un uomo. Sono 61 le donne uccise da un partner o un ex partner, tutti di sesso maschile. Sulla base delle informazioni disponibili si stima che i femminicidi siano 106, sul totale delle 126 donne uccise”.
Sono i dati che emergono dal report "Le vittime di omicidio" riferiti al 2022, diffuso dall'Istat. “Per le donne - prosegue il documento - si conferma un quadro stabile in cui le morti violente avvengono soprattutto nell’ambito della coppia. È pari allo 0,20 per 100mila donne il tasso delle donne uccise da un partner o un ex partner - sia esso un coniuge, un convivente o un fidanzato – era 0,23 nel 2021”.
“In Italia - riferisce ancora il report dell'Istat - a partire dalle informazioni disponibili (relazione tra vittima e autore, movente, ambito dell’omicidio) è possibile fornire una stima del femminicidio: sono 61 le donne uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner; sono 43 le donne uccise da un altro parente; è soltanto una la donna uccisa da un conoscente con movente passionale, ed è una la donna uccisa da sconosciuti, nell’ambito della criminalità organizzata. In totale si tratta di 106 femminicidi presunti, su 126 omicidi con una vittima donna”. Nel 2023 – anno che ancora non si è concluso – sono 103 le donne uccise, secondo i dati di FemminicidioItalia.info.
Sono numeri che devono far riflettere. Sono vite e famiglie spezzate. In questi ultimi giorni tutta l’Italia piange Giulia Cecchettin, la ragazza 22enne uccisa dall’ex fidanzato, con il corpo senza vita ritrovato in un lago a Pordenone. Si sono scritte tante parole, ed un buon giornalista dovrebbe sapere quando deve fermare la penna per non ferire ulteriormente due famiglie – quella di lei e quella di lui. Due famiglie che stanno vivendo un dramma, per motivi diametralmente opposti.
Oggi è 25 novembre e si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: facciamo sì che non diventi la passerella dei ‘soliti’, con le ‘solite’ parole di circostanza, ma che – al contrario – possa diventare un serio punto di svolta su una tematica importante, da affrontare con decisione. Bisogna saper parlare con i giovani: è dagli adolescenti che bisogna partire tutti – famiglia, scuola, società. Siamo tutti coinvolti. Oggi abbiamo tanti strumenti a disposizione: sfruttiamoli positivamente e facciamo sì che quei numeri riportati sopra si annullino. Sarò un pazzo a pensare una cosa del genere? Probabilmente… ma non dobbiamo mai perdere la speranza. Lo dobbiamo a tutte le vittime di violenza e femminicidio.
(in foto il segnale d'aiuto per le donne in pericolo)