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L'EDITORIALE | Autonomia: ma qual è la vera posizione del centrodestra calabrese?

L'EDITORIALE | Autonomia: ma qual è la vera posizione del centrodestra calabrese?
Una giornata concitata quella di ieri, iniziata molto presto con una notizia: alle 7:41 alla Camera dei Deputati è stato approvato il secondo e definitivo sì al disegno di legge sull’Autonomia differenziata con 172 voti favorevoli, 99 voti contrari e 1 astenuto. Come un fulmine a ciel sereno, poi, la notizia che tre deputati calabresi di Forza Italia - Francesco Cannizzaro, Giuseppe Mangialavori e Giovanni Arruzzolo – che hanno deciso di non votare questa legge. Una scelta condivisa anche dal vicesegretario nazionale azzurro – e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto che, sull'Autonomia differenziata, ha così dichiarato: «Temo che il centrodestra nazionale abbia commesso un errore, del quale presto se ne renderà conto». Stona – obiettivamente – su quella che è la linea, o almeno dovrebbe essere, unica del centrodestra nazionale. I tre deputati, poi, hanno affermato di aver «esercitato la libertà di coscienza» sul voto, nonché che «il testo del provvedimento avrebbe meritato un ulteriore approfondimento, imprescindibili migliorie, un iter parlamentare più sereno e lineare». Cannizzaro, Mangialavori ed Arruzzolo hanno poi ribadito che «l’unità del partito e quella del nostro gruppo parlamentare non sono messe in alcun modo in discussione»; concetto ribadito anche nel pomeriggio dallo stesso Occhiuto a margine di un incontro alla Cittadella (vedi il video). A stonare, però – oltre alle affermazioni forziste – anche quelle di un esponente di spicco della Lega calabrese, nonché presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso, il quale ha ribadito la sua «perplessità per l’approvazione di una legge che è solo un pennacchio per qualcuno e che, così com’è, non tutela il nostro territorio». Non solo: Mancuso ha definito «la legge approvata un pasticciaccio difficile persino da decifrare, non essendo agevole capire neppure se trattasi di un testo che rimuove la disparità di accesso ai servizi essenziali sul territorio o se, invece, incide negativamente sulla solidarietà tra Regioni favorendo quelle del Nord». Inutile ribadire che il disegno di legge è una bandiera della Lega da quando ancora si chiamava Lega Nord, ed è stata proposta dal ministro (leghista) Roberto Calderoli. Sempre dal lato Carroccio si registra la frecciatina del deputato Domenico Furgiuele che ha dichiarato di essere «felice di aver visto la bandiera della Calabria sventolare in aula, ma mi dispiace per qualche collega di centrodestra che ha votato in difformità con il proprio partito di appartenenza, che al Senato e alla Camera ha rispettato gli accordi sul programma di governo. Il centrodestra, tuttavia, ne esce forte e coeso». A sventolare la bandiera della Calabria al termine del voto, è stata la deputata Simona Loizzo, della Lega, che parla di «provvedimento storico dell’approvazione dell’Autonomia differenziata. In aula abbiamo sventolato le bandiere di tutte le regioni italiane. Perché oggi i territori dell’Italia si sono rimessi in piedi senza essere servi di nessuno». L'analisi da porre è una sola: il centrodestra è veramente unito? Quello che traspare in Calabria, invece, è che lo è tutt'altro. Forza Italia in Calabria ha una linea diversa, ma anche all'interno della stessa Lega – vedasi le dichiarazioni di Filippo Mancuso – vi sono due correnti. Questo significa spaccatura? E se sì, ad entrambi i livelli (nazionale e regionale calabrese)?