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Gratteri: «Calabresi non abbiate paura del futuro, il lavoro della DDA prosegue»

Gratteri: «Calabresi non abbiate paura del futuro, il lavoro della DDA prosegue»
E' stata presentata nella sede di Confcommercio Crotone, la prima borsa di studio intitolata a Dodò Gabriele, vittima innocente di 'ndrangheta - ucciso ad 11 anni nel 2009 mentre stava semplicemente giocando a calcetto. L'iniziativa è figlia di un'altra presentata nei mesi scorsi scorsi sempre ad opera della Confederazione delle imprese: la biblioteca della legalità, sempre allestita nella sede pitagorica, che è messa a disposizione degli studenti crotonesi per la realizzazione degli elaborati da inviare per la partecipazione alla borsa di studio. All'incontro con i giornalisti erano presenti i genitori di Dodò - Francesca e Giovanni Gabriele, il presidente di Confcommercio Calabria Centrale Pietro Falbo, il direttore Giovanni Ferrarelli, il presidente di Confcommercio Crotone Antonio Casillo, la presidente dell’associazione Mutamenti Patrizia Pagliuso, il provveditore agli Studi Luciano Greco, e - no per ultimo - il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, già capo della procura di Catanzaro, Nicola Gratteri. L'iniziativa è stata anche organizzata per salutare il magistrato calabrese in occasione del nuovo incarico partenopeo. "Calabresi non abbiate paura del futuro - ha affermato Gratteri - andando via io l'attività della Procura antimafia di Catanzaro prosegue. Le indagini non si fermeranno, c'è una squadra che continuerà il lavoro. Non finisce nulla se vado via io. Sarebbe stolto chi resta a dirigere, a tirare remi in barca e non occuparsi del destino investigativo di tre quarti della Calabria". "Abbiamo mangiato pane e veleno in questi anni - ha detto Gratteri - hanno cercato di indebolirci, soprattutto colpendo me perché avevano nella loro testa che mettendo fuori gioco me si fermava la Procura. Invece la Procura di Catanzaro è una grande squadra ed i calunniatori hanno perso tempo. L'opinione pubblica ha capito chi ha lavorato in buona fede e chi ha cercato di mettere lo sgambetto". Nel corso dell'incontro con gli studenti di Crotone al teatro Apollo, Gratteri ha ribadito i principi del suo lavoro: "Noi non abbiamo solo costruito una Procura fisica ristrutturando l'ex ospedale militare, ma abbiamo creato un metodo, una mentalità di lavoro: una grande squadra. Abbiamo fatto degli innesti tra i giovani magistrati, ai quali ho cointestato indagini importanti, e quelli più anziani facendo loro sentire l'odore della Dda. Al mio posto ci sarà per questo periodo il collega Capomolla a cui si potrà andare a denunciare. Il valore aggiunto della procura di Catanzaro è aver messo nella testa della gente che si può cambiare. Dalla provincia di Crotone sono venuti imprenditori a denunciare mafiosi e possono continuare a farlo con le forze dell'ordine ed i magistrati. Abbiamo liberato molti spazi che sta a voi ragazzi occupare". Sul suo futuro alla guida della Procura di Napoli, Gratteri ha puntualizzato: "Io sono allenato a sfide a fare cose nuove. A Catanzaro in sette anni ho sempre cercato di migliorare. Non mi preoccupano le lettere che arrivano da Napoli, è problema di altri. Il senso ed i limiti della paura li ho superati nel 1989. Ho ascoltato intercettazioni dove parlavano di come ammazzarmi, non mi preoccupa certamente un documento o lettera".