CALCIO | Reggina: attesa per il salvatore

Tre manifestazioni d’interesse, due candidati in vantaggio, uno solo non ha posto limiti o condizioni. Oggi il sindaco di Reggio Calabria indicherà l’assegnatario del titolo sportivo della Reggina, di fatto scegliendo coloro che si accolleranno l’onere di iscrivere la nuova società amaranto al campionato di serie D, e dunque di rilanciare il principale simbolo sportivo della città. Ma in quest’estate così straniante non poteva mancare l’ennesimo colpo di teatro, e così ieri pomeriggio sul proprio profilo Instagram il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che sembrava in pole position, in pratica s’è tirato fuori dalla corsa. Anzi, ha proprio detto di essere felice dopo aver appreso che c’erano altre due manifestazioni d’interesse oltre alla sua e di sperare che il sindaco non scegliesse la sua proposta “anche perché – queste le parole testuali del patron di UniCusano – noi accompagneremmo la Reggina fino alla serie C, quindi sarebbe meglio darla a chi ha più ambizioni”. Cioè, nel migliore dei casi Bandecchi avrebbe cercato di ottenere la promozione e poi avrebbe passato la mano. Non il massimo specie per la tifoseria, che dopo mesi sul filo del rasoio desidera stabilità, oltre a sperare in risultati positivi sul campo. Verosimilmente, a questo punto in gioco restano le altre due proposte. Una è quella de La Fenice Amaranto asd, nata su un’asse imprenditoriale Reggio Calabria-Catania e rappresentata dall’avvocato Ferruccio Sbarbaro: il business plan consisterebbe in un progetto a lungo termine, accompagnato da un rilevante impegno economico. Il gruppo che lo ha presentato è composto da imprenditori calabresi e siciliani del settore della formazione universitaria (curiosa coincidenza: lo stesso settore d’influenza di Bandecchi), ed in un comunicato ha definito il piano “credibile, competitivo e solido sul piano sportivo, organizzativo e finanziario”. Poi c’è l’idea di Bandecchi, che aveva a fianco alcuni imprenditori reggini e la società My Energy, che costruisce impianti fotovoltaici a San Donato Milanese, per la quale si era esposto l’ex direttore sportivo della Reggina, Massimo Taibi. Ma l’imprenditore livornese, che fino a poco più di un anno fa era presidente della Ternana, fattosi avanti per il timore che Reggio Calabria perdesse il treno della serie D (così ha detto) ora fa sapere che il suo sarebbe un impegno limitato, e questo non potrà non avere un peso nella valutazione del sindaco, Paolo Brunetti. Più defilata la terza proposta, quella di Italudo srl Reggina FC, ascrivibile a Francesco Agnello, imprenditore di Torre Annunziata del settore delle acque minerali e del settore alimentare. La scelta non può slittare anche perché i tempi per l’iscrizione al campionato sono strettissimi, col suono del gong fissato per mezzogiorno di lunedì prossimo: chi si aggiudica la Reggina trascorrerà un fine settimane frenetico tra telefono, documenti da firmare e contatti per allestire la squadra, compito a dir poco complicato giacchè domenica prossima le avversarie della futura Reggina saranno già tutte in campo per la prima giornata di campionato. Tutto di corsa per ripartire, per recuperare il tempo perduto, per restituire alla città ciò che superficialità e negligenza le avevano sottratto.