VIDEO | Vino Cirò Doc, grazie ai dati cresce il marketing: è la wine intelligence

L'approccio scientifico, ovvero, la raccolta dei dati di settore rispetto a determinate aree di mercato per migliorare la performance dei produttori. Si chiama wine intelligence, e serve per meglio promuovere un territorio vitivinicolo, e dunque anche i suoi prodotti, in questo caso quelli del Cirò doc, il primo vino calabrese ad ottenere il riconoscimento della denominazione d'origine, nel 1969. L'indagine, più nel dettaglio, ha messo a confronto i mercati italiano e tedesco: non sono emerse grandi sorprese, a partire da una penetrazione disomogenea del Cirò, che come spiega il docente della scuola di management di Trieste, Pierpaolo Penco, in Germania è sì diffusamente conosciuto ma prospera soprattutto grazie alla ristorazione italiana.
L'altro grande limite, anche questo noto, è rappresentato dalla capacità produttiva, ed è per questo che il presidente dell'Associazione nazionale “Città del Vino”, Angelo Radica, ritiene il turismo il principale veicolo promozionale per il vino calabrese.
Ovviamente, l'azione di promozione del Cirò doc a livello nazionale ed internazionale si avvarrà anche dei dati di quest'analisi, che dimostra come il Consorzio sia sempre più proteso, spiega il presidente, Raffaele Librandi, a rafforzare immagine e reputazione di un territorio vitivinicolo unico al mondo.
La Regione Calabria ovviamente affianca i produttori del Cirò doc nell'azione strategica volta a potenziare la visibilità e migliorare la la distribuzione ed anche per trasformare i dati di mercato ottenuti in azioni promozionali mirate, come conferma l'assessore regionale all'agricoltura, Gianluca Gallo.
interviste:
Pierpaolo Penco - docente scuola di management Trieste
Angelo Radica - presidente dell'Associazione nazionale “Città del Vino”
Raffaele Librandi – presidente Consorzio Vini Cirò Doc
Gianluca Gallo – assessore all'Agricoltura Regione Calabria