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L'EDITORIALE Lotta alle mafie, strapotere della 'ndrangheta, elezioni politiche, candidati e le analisi di Gratteri...

L'EDITORIALE  Lotta alle mafie, strapotere della 'ndrangheta, elezioni politiche, candidati e le analisi di Gratteri...
Si tornerà a parlare molto presto delle stringenti analisi del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, circa la crescente disattenzione del sistema politico sul tema cruciale della lotta alle mafie. Se ne riparlerà perché i nodi vengono sempre al pettine e il fiume di denaro sporco con il quale le organizzazioni criminali, 'ndrangheta in primis, stanno comprando pezzi interi d'Italia e d'Europa, genera contraddizioni e disarmonie così evidenti e dannose da non poter essere ignorate. Ne sono testimonianza chiara, tranne per coloro i quali non vogliono vedere e ascoltare, le numerose inchieste della magistratura condotte dalle Alpi alla Sicilia, mentre altri interessanti e significativi “capitoli” della storia criminale e massomafiosa d'Italia vedranno presto la luce. Chiunque non voglia confrontarsi con l'emergenza delle emergenze, lo fa perché ha interesse a non farlo, o perché non ha gli strumenti politico-culturali per comprendere la gravità assoluta del più drammatico attentato alla Carta Costituzionale in atto dal Dopoguerra ad oggi. Non intervenire in modo adeguato, anche dal punto di vista normativo, contro l'espandersi delle criminalità organizzata nell'economia e nella finanza, così come in gangli vitali del Paese, si traduce di fatto in una mancata difesa dei princìpi basilari della Costituzione Repubblicana. I voti sporchi, elargiti a politici inquinati, distruggono la dialettica democratica. I soldi macchiati di sangue introdotti nei circuiti normali dell'economia e della finanza sotterrano il libero mercato e la concorrenza. La corruzione massomafiosa di settori infedeli della burocrazia e delle professioni massacra la meritocrazia, mortifica e delegittima i tanti onesti servitori dello Stato. Il 25 settembre si voterà per il rinnovo del Parlamento. La prima domanda che dovranno porsi gli elettori è la seguente: quali forze politiche, con i loro rispettivi programmi e con l'individuazione dei candidati, si sono dimostrate più coerenti nei confronti della dura lotta alle mafie? Quali messaggi, anche eventualmente subliminali, sono partiti dalle segreterie dei partiti nazionali a fronte di un'emergenza criminale sempre più drammatica? Si ricordi sempre un "assioma" che non deve essere mai trascurato, e che può essere sintetizzato con un famoso adagio popolare: il pesce puzza dalla testa! Nessuna scelta avviene mai per caso, ma è il frutto di dinamiche ben individuabili, o quantomeno intuibili. Nei confronti della guerra alle mafie si registra un generalizzato calo di attenzione. Talora sembra che la questione voglia addirittura essere ignorata, sottovalutata, dimenticata. Un errore spaventoso, il più tremendo e inquietante che si possa compiere. Tutti i cittadini che saranno chiamati a votare il 25 settembre, a partire dalla Calabria, prima di dare il proprio consenso si chiedano: questo partito e questo candidato mi danno la massima garanzia, prima di tutto politica e culturale, e poi anche morale, rispetto alla necessità assoluta di combattere e sconfiggere i poteri criminali? In Calabria la 'ndrangheta non è un'invenzione, è uno "strapotere" che impoverisce e mette in pericolo la vita di tutti, e può indirizzare migliaia di voti!