Roberto Occhiuto tiri dritto e guardi a tutto lo scenario politico. Con il governo Draghi gli steccati sono crollati!

Silvio Berlusconi, con tutta la sua autorevolezza, ha investito Roberto Occhiuto, parlamentare calabrese di Forza Italia, dell'importante ruolo di candidato alla presidenza della Regione Calabria. La Calabria ha bisogno urgente di un presidente eletto dal popolo e quindi voluto dai cittadini. Un presidente (peraltro facente funzioni) calato dall'alto, parliamo di Nino Spirlì, si sta dimostrando politicamente inadeguato rispetto alle tante emergenze di una terra in forte crisi. Roberto Occhiuto, forte del "la" di Berlusconi, che peraltro nel dire sì al governo presieduto da Mario Draghi si è mosso in autonomia, può iniziare a mobilitarsi per costruire alleanze, ma soprattutto per stringere un patto di sviluppo con la Calabria. Le liturgie dei partiti romani devono essere scartate e abbandonate, perché fanno solo gli interessi di vertici politici che non hanno a cuore le sorti della Calabria. I tira e molla della partitocrazia sono un danno per la Calabria, per i Calabresi, per le imprese, per i giovani e le donne senza lavoro, per i precari. Roberto Occhiuto ha l'esperienza politica per prendere in mano il testimone e per tirare dritto. Si metta in moto senza indugi. Sono tante le forze politiche e i movimenti centristi e moderati che auspicano una svolta di governo in Calabria e che non vedono l'ora di agire con spirito positivo.
Alla Lega di Matteo Salvini, che alcuni suoi ex militanti e dirigenti locali hanno definito come portatrice di atteggiamenti politici neocolonialistici e quindi scarsamente rispettosi delle volontà dei territori, si contrapponga una visione alta, libera, coinvolgente e non divisiva di Roberto Occhiuto e di una Forza Italia che ha tutte le carte in regola, soprattutto dopo la nascita del Governo Draghi, di guidare un processo di rinascita per la Calabria. Né, in caso di resistenze ingiustificate, Roberto Occhiuto tema di allargare la proposta di governo anche al centrosinistra o a settori del centrosinistra non più disposti ad essere ingabbiati in schemi che dopo la nascita del Governo Draghi non hanno più alcun senso. Se l'Italia ha visto nascere una grande coalizione proprio a causa delle tante piaghe irrisolte da affrontare, a maggior ragione questo ragionamento vale per una Calabria che dalla crisi non è mai uscita. Il nome Calabria è quasi sinonimo di crisi. Ecco quindi che occorrono coraggio politico, determinazione, volontà di fare, capacità di lasciare a casa i rituali stantii di una partitocrazia inconcludente. E Matteo Salvini, che ha di fatto considerato il Sud un bacino elettorale senza portare avanti una politica specifica per i Meridionali (dica che cosa ha fatto per il Sud!), si mandi un messaggio forte: il Mezzogiorno è fatto nella stragrande maggioranza di gente sana e orgogliosa che non ha tempo da perdere con quanti da almeno tre o quattro anni fanno campagna elettorale senza riuscire a dare risposte concrete ai cittadini che vivono da Roma in giù! E se Matteo Salvini, chissà perché e sulla base di quali valutazioni, ritiene politicamente valido il suo Nino Spirlì, se lo porti in Lombardia e gli faccia gestire qualcosa lì. Per la Calabria Nino Spirlì è stato un fallimento politico, tutto da addebitare alle scelte autonome della Lega di Matteo Salvini. Si restituisca immediatamente la parola agli elettori che hanno il sacrosanto diritto di scegliere i propri governanti (r.t.)