Antonella Iacobino
Regione Calabria, l'accelerazione decisionista di Nino Spirlì (Lega) disorienta gli avversari interni ed esterni

Il decisionismo di Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria, declinato sulla tremenda emergenza Covid, disorienta gli avversari politici interni ed esterni. Non se l'aspettavano questa mossa alla Luca Zaia, tanto per richiamare il governatore leghista che raccoglie più consensi e apprezzamenti. Sul fronte del centrosinistra è il Pd il primo a reagire, facendo leva su aspetti di natura burocratica, ma correndo il rischio di passare per quelli che sembrano dire “no” a una proposta di aumento concreto e ragionato di posti per la cura del Covid, terapia intensiva compresa. Solo un primo passo, peraltro, quello annunciato da Spirlì con piglio nuovo: da quasi esteta della politica a presidente che sbatte i pugni e dice le cose come stanno, senza polemiche ma badando solo ai fatti concreti. Negli ambienti di quel centrodestra intenzionato a ridimensionare la portata rivoluzionaria della Lega al Sud e in Calabria, e magari anche speranzoso di editare qualche nuovo contenitore di centro senza temere di finire nell'ennesima palude della politica politicante, la mossa dell'ex vice ha scompaginato i piani. Ma che vuole fare ora questo Spirlì, si chiede qualcuno? Non avrà mica intenzione di proporre la propria candidatura alla presidenza facendo leva su uno stile nuovo di governo, e quindi dimostrando discontinuità e rottura con il passato? Molto più semplicemente Nino Spirlì è figlio di una Lega che è consapevole di dover dimostrare, a quanti hanno creduto nel progetto di Matteo Salvini, che anche al Sud e in Calabria si può marciare a ritmi diversi, più simili a quelli delle migliori espressioni di governo nelle regioni del Nord. Una Lega, quindi, finalmente in condizione di fare fatti e non chiacchiere, di imporre il proprio modo di affrontare i problemi, di rivendicare con energia l'autodeterminazione dei territori.
L'ordinanza firmata questa mattina dal presidente Spirlì, che mira a superare velocemente buona parte dei ritardi accumulati sull'emergenza Covid, e che ridà alla Regione il ruolo che essa merita anche rispetto al Governo centrale e al suo modo di concepire il commissariamento, ha contenuti importanti ma è anche un messaggio politico di rilevanza strategica. La Lega si è iniziata a muovere con il proprio stile, lavorando sodo, chiedendo di essere giudicata sulle decisioni concrete, spingendo sull'acceleratore del cambiamento. Quanti, tentando di contrastare sul piano politico l'ordinanza di Spirlì, magari arrampicandosi sugli specchi, rischieranno di assumersi la responsabilità di frenare processi positivi di superamento delle criticità organizzative che hanno caratterizzato la Calabria sul fronte dell'emergenza Covid?
Un'ultima riflessione, che non sfuggirà ai più attenti osservatori. Spirlì, in stile Zaia, non si è seduto sulla poltrona più importante per fare clientele, per gestire il potere in quanto tale, per accumulare nomine, ma per tentare di dimostrare che può esistere un modo diverso e migliore di amministrare la Regione Calabria. Una sfida lanciata subito, senza tentennamenti, e destinata a lasciare il segno. Tre o quattro mesi di questo modo di agire potrebbero rimescolare tutti gli ipotizzati equilibri di un centrodestra classico e carico di tutte le proprie contraddizioni. Sarà un inverno politicamente “caldo”!