Nino Spirlì governa la Regione senza essere stato eletto, ma quanto ci costa economicamente e socialmente?

Un anno di Nino Spirlì, calato dall’alto da Matteo Salvini, è stato il principale evento che ha dato il via all’implosione politica della Lega in Calabria che si aspettava pieno rispetto per le scelte dei territori. E invece nulla: Spirlì al governo, chissà perché, nonostante i quattro consiglieri regionali e diversi dirigenti di partito pensassero ad altre soluzioni! Dopo che la Lega in Calabria aveva raccolto centoquarantamila voti alle europee e quasi centomila alle elezioni regionali si poteva immaginare il trionfo di uno spirito padano che rispettasse la libertà dei territori e la loro volontà di autodeterminazione. Altro che Spirlì! A proposito: ma quanto è costato ai contribuenti calabresi il presidente (facente funzioni da troppi mesi!) che i calabresi non si sono scelti e che oggi non si sta facendo politicamente in quattro per parlare di elezioni, elezioni, elezioni...? Per carità, Spirlì non è motivato dagli stipendi mensili in più, questo sia chiaro a tutti, ma solo dal perseguimento del bene dei calabresi che lui incarna per volere di Matteo. Lui chiama Matteo (dice) e pende dalle labbra politiche di Matteo. La Calabria democratica può aspettare a pronunciarsi, ed anche la Lega stessa dei calabresi è un po' un corollario cui non dare troppo peso. Lui sceglie e decide sentendo (dice) Matteo. Non Matteo l'evangelista, l'avrete capito, ma il Matteo della Lega che, se al fine di valutare gli umori dei calabresi si sta affidando alle comunicazioni di Nino, molto probabilmente non è troppo ben informato.
Veniamo ai costi che gravano sulla Regione Calabria per ripagare l'opera sorprendentemente rivoluzionaria e inimitabile di Nino Spirlì. Antonino Spirlì, che non ha sostenuto i costi di una campagna elettorale, il cui nome non è stato votato da nemmeno un calabrese, percepisce un’indennità mensile come assessore non consigliere pari a € 5.100,00, ai quali si aggiungono € 6.000,00 come rimborso spese a forfait e, come se non bastasse, un’indennità come vice presidente pari ad altri € 2.000,00 per un totale € 13.100,00 mensili. Ragazzi: siamo a dieci volte lo stipendio di un calabrese normale, di un impiegato pubblico. Ma non finisce qui, il buon Spirlì ha a disposizione anche due autisti, i quali percepiscono anche il rimborso spese chilometrico per andare quasi ogni giorno da Taurianova a Catanzaro, e che lo accompagnano in lungo e in largo per la Calabria. Praticamente, per fare un po' i conti della massaia, la remunerazione di Spirlì, seppur facente funzioni, è netta netta, senza uscite. Per non dire della carta di credito a disposizione del presidente con un tetto mensile di diverse migliaia di euro, ovviamente da impiegare per spese di interesse pubblico e rendicontabili.
In una Calabria, già regione tra le più povere d’Europa, e come se non bastasse anche nella peggior recessione dal dopoguerra a oggi, si trova un presidente facente funzioni che senza alcun merito democraticamente sancito nuota nell’oro. Assodata, sempre, l'incombenza di chiamare Matteo. “Ho chiamato Matteo”, dice spesso ai suoi collaboratori o a qualche rappresentante di partito che sale fino al decimo piano per sapere se e in che senso la Lega calabrese ha un ruolo, una funzione, una legittimazione popolare da poter investire sul piano politico. Genitori e insegnanti ormai lo temono come sudditi in balìa di una sorta di monarca imprevedibile, non consapevoli che ogni azione e decisione, ormai senza argini politici da parte di consiglieri in prorogatio e con una giunta zoppa dopo l’arresto dell’assessore al bilancio, rischia di avere, come possibile indiretta e non voluta conseguenza, motivazioni per posticipare le legittime elezioni del nuovo Consiglio regionale.
Spirlì, che compirà un anno di mandato con bonificati sul suo conto circa 150.000,00 euro, se fosse desideroso di potere e di ulteriori legittimi guadagni (ma non è così) potrebbe avere poca voglia di interrompere il suo percorso. Avete capito bene? Centocinquantamila euro in un anno: una cifra che un buon padre di famiglia non riesce a risparmiare in una vita di lavoro. Una cifra che se vai in banca per ottenerla con un mutuo, la paghi per trent'anni a oltre 500 euro al mese. Firmi il mutuo da giovane e lo finisci da anziano. Ma Spirlì è convinto di stare al decimo piano per fare il bene dei calabresi. Una convinzione tutta sua.
Intanto il bilancio politico di Nino Spirlì, che però chiama sempre Matteo, non è tale da rimanere inciso negli annali di storia patria calabrese. Non si registra, ad esempio, alcuna azione solida e rivoluzionaria di governo a sostegno dell’imprenditoria che non sia stato il minimo sindacale. Molte, invece, le nomine in extremis. Fino alle prossime elezioni, ma anche dopo, partirà un'azione pubblica di monitoraggio. I Calabresi hanno il diritto di sapere, di conoscere anche i dettagli. Alla guida della Regione non c'è, infatti, un presidente eletto dal popolo, ma un facente funzioni che si trova lì senza essersi neanche candidato in un piccolo comune. Come giudica la Lega l'operato del facente funzioni? La performance di Nino Spirlì è tutta da dimenticare e quindi c'è da chiedersi: che cosa ne pensa Matteo Salvini che invece, per il governo nazionale, ha scelto un sublime modello Mario Draghi?
Dopo questa prima puntata ce ne saranno altre che riguarderanno non solo l'azione politico-amministrativa di Nino Spirlì, ma anche alcuni stretti collaboratori del presidente facente funzioni. In un caso particolare la velocità della burocrazia è stata, come vedrete, esemplare, roba che impedisce di parlare di tradizionale lentezza della burocrazia meridionale. La Calabria che cambia!
r.t.