La Calabria è in zona rossa e non ha un piano Covid per affrontare l'emergenza. Questo piano, richiesto dal Governo ed introdotto nel decreto "
Cura Italia" di marzo, prevede «l'incremento della dotazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive». La Calabria non ha questo piano e non ha ottemperato a quanto richiesto. A doverlo redigere doveva essere - nelle regioni in cui la sanità è commissariata - il commissario: nel caso della Calabria, il generale Saverio Cotticelli. L'amara scoperta - non solo per i calabresi stessi, ma anche per lo stesso Cotticelli - è che il piano Covid doveva redigerlo lui, e lo ha scoperto davanti alle telecamere della trasmissione "Titolo V" di Rai3,
andata in onda ieri sera 6 novembre. Enorme imbarazzo - come si può notare dalle immagini di RaiPlay - da parte del commissario Cotticelli allorquando ha scoperto l'amara verità, tra l'altro figlia di un suo parere richiesto a giugno al Ministero della Salute (la cui risposta è arrivata lo scorso 27 ottobre) su chi dovesse in Calabria - come anche in Molise dove la sanità è commissariata - scrivere e dare disposizioni in merito all'incremento dei posti letto in Terapia Intensiva e nelle unità sopra citate.
Lega Calabria: «Siamo davanti a uno dei peggiori scandali degli ultimi anni»
«Non si possono non rilevare le responsabilità politiche, non c'era un piano covid da giugno e il ministero non se ne era accorto? Al ministro Speranza, oltre che a Cotticelli, chiediamo la decenza di dimettersi immediatamente, perché un ministro che approfitta di una pandemia e delle imminenti elezioni regionali per mettere in ginocchio l'economia di una Regione non ci fa sentire tranquilli. Siamo davanti a uno dei peggiori scandali degli ultimi anni. Ora la Regione si organizzi senza considerare il decreto Calabria, aumenti posti di terapia intensiva e faccia un centro Covid, mentre il Governo rimuova immediatamente la zona rossa». Lo afferma - in merito - la Lega Calabria in una nota.