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Scivolone sui "vitalizi", ecco perché le parole di Matteo Salvini sono state provvidenziali

Scivolone sui "vitalizi", ecco perché le parole di Matteo Salvini sono state provvidenziali
L'intervento di Matteo Salvini all'indomani dello scivolone politico sui cosiddetti “vitalizi” dei consiglieri regionali calabresi è stato tanto provvidenziale quanto intelligente. C'è qualcuno che non l'ha capito? Allora l'errore di valutazione è stato duplice: il primo, relativo al tema “vitalizi”, ormai ammesso in maniera plateale; il secondo, evidentemente ancora non compreso, di rapporto con l'elettorato del centrodestra. Si parta da un presupposto fondamentale: tanti Calabresi che hanno votato Lega alle ultime elezioni regionali lo hanno fatto per scommettere su svolte reali, su cambiamenti profondi nella gestione della cosa pubblica, su mutamenti di rotta tanto veri quanto percepibili. Molto probabilmente la stessa analisi hanno fatto anche tantissimi elettori di Fratelli d'Italia, di Forza Italia o di altre liste collegate alla Presidente Santelli. Gli opportunisti, per fortuna, restano sempre una minoranza, per quanto attrezzata e organizzata. Un vasto elettorato, quindi, non disposto a tollerare l'ennesimo giro di valzer della politica calabrese, a sopportare un ulteriore progetto di governo carico di delusioni, speranze tradite, fallimenti politici e amministrativi. La Calabria, in gran maggioranza, ha una voglia seria di cambiamento, di scenari nuovi, di rottura con il passato. Giuste le osservazioni sul populismo deteriore, sulla demagogia di basso profilo, sull'ipocrisia di soggetti politici o mediatici che fanno finta di impegnarsi per il bene del popolo, ma che in verità pensano solo a se stessi, alle proprie carriere, a scalate politiche basate sul fumo e sulle chiacchiere. Ma proprio per questa ragione l'intervento secco, forte, autorevole di Matteo Salvini, che ha indicato con poche parole la strada giusta da seguire, ha ridato tono a tutto il centrodestra ed ha rinsaldato il patto politico tra gli elettori della Lega e i suoi rappresentanti. C'è stato un errore? Bene, può capitare ed è stato subito sanato. Guai a chi dovesse ritenere di essere indenne da errori! Ora, però, il binario sul quale immettersi è evidente e meritevole della massima attenzione: risolvere le emergenze ataviche della Calabria, di una Calabria quasi sempre amministrata male (sia dal centrodestra, sia dal centrosinistra), incapace di creare sviluppo e posti di lavoro, succube dei potentati politici romani, piegata agli interessi di pochi, sempre alle prese con il malfunzionamento di servizi essenziali. Il centrodestra che ha ottenuto la fiducia degli elettori calabresi alle ultime elezioni regionali può e deve dimostrare di essere in grado di partorire una nuova stagione. Non ci sono bacchette magiche, nessuno si attende miracoli, ma tutti si aspettano approcci positivi, dedizione, coraggio, predisposizione al cambiamento effettivo, visione, trasparenza, amore per il territorio e le sue risorse. Salvini con le sue parole (il giorno dopo ribadite da Cristian Invernizzi), ha rassicurato l'elettorato della Lega e quello del centrodestra che non possono consentirsi frasi del tipo: “Sono tutti uguali...”; “Qui non è cambiato nulla...”; “Mandiamoli a casa...”. Un monitoraggio attento dei social network nei giorni della bufera politica avrebbe dovuto suggerire una totale adesione al monito autorevolissimo di Matteo Salvini, il cui contatto con la gente è continuo, instancabile, autentico. Ora la palla passa alla presidente Jole Santelli che si trova a un bivio strategico: passato o futuro! Lo si capirà a breve...