Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Calabria, bordata di Salvini che rimette la Lega in sintonia con il suo popolo: lavoro e servizi, e non vitalizi ai politici!

Calabria, bordata di Salvini che rimette la Lega in sintonia con il suo popolo: lavoro e servizi, e non vitalizi ai politici!
Errore politico e mediatico clamoroso quello compiuto da maggioranza e opposizione al Consiglio regionale della Calabria sul tema scottante dei cosiddetti “vitalizi”. Non c'è scusa che tenga, né di ordine procedurale, né tecnico-giuridico. In un clima sociale così arroventato, come quello che si sta vivendo anche a seguito della tragedia Covid-19, il solo toccare un argomento così impopolare avrebbe dovuto suggerire prudenza assoluta. Oppure il coraggio di aprire un dibattito preventivo alto e comprensibile. Né le scuse tardive, le volontà “postume” di correzione e annullamento, o le spiegazioni che comunque richiamano concetti quali disorganizzazione e scarsa attenzione, sono utili a migliorare la classica frittata. Anzi, quasi tutto ciò che è stato detto e fatto dopo è addirittura peggio, sul piano politico e mediatico, del fatto in sé. La politica, soprattutto quella calabrese, deve assimilare un concetto di fondo: se si vuole affrontare una questione delicata o dirimente, lo si faccia con la massima trasparenza possibile, convocando conferenze stampa propedeutiche e chiarificatorie. Le istituzioni elettive hanno tutto il diritto costituzionale e democratico di adottare decisioni anche potenzialmente impopolari, ma hanno il dovere (e tutto l'interesse) di spiegarlo prima e bene, senza correre il rischio, com'è accaduto in questa vicenda che potrebbe finire sui manuali di comunicazione politica quale esempio negativo, di essere posta sul banco degli accusati. Nel mondo di internet, dei social e della comunicazione non più solo cartacea, l'opinione pubblica reagisce in poche ore. E l'ormai evidente errore politico calabrese è subito assurto a questione nazionale. Se n'è occupato anche Massimo Giletti pochi minuti fa nella sua nota trasmissione in onda su La7. Non è un caso, quindi, che il leader della Lega, Matteo Salvini, abbia veicolato in serata una nota di poche righe, però molto eloquenti e sicuramente in sintonia con il popolo leghista: “I calabresi sono gente tosta che chiede più lavoro, strade e ferrovie sicure, ospedali efficienti e un futuro per i propri figli, non certo vitalizi ai politici”. Parole pesanti come pietre. Nella Lega, si sa, quando parla Matteo Salvini c'è poco da scherzare o da sottovalutare. Il leader leghista spara una potente bordata che investe prima di tutto il centrodestra calabrese nel suo complesso (si ricordi che la Calabria è guidata da una Giunta che ha a capo la forzista Jole Santelli, e lo stesso Consiglio regionale è presieduto dal suo collega di partito Mimmo Tallini), e poi anche, di fatto e per evidente conseguenza, il gruppo consiliare della Lega. Il partito di via Bellerio ha partecipato per la prima volta con il proprio simbolo alle elezioni regionali ed ha conquistato quattro consiglieri, esprimendo anche il vice presidente della Giunta, nella persona di Nino Spirlì. Cosa spiegheranno i cinque rappresentanti leghisti calabresi a Matteo Salvini? Come si sono regolati su un argomento tanto delicato rispetto a un popolo calabrese sofferente per mille e una ragioni? La Lega, che ha svolto una campagna elettorale tutta concentrata sui binari della svolta e della discontinuità, come potrebbe far ingoiare ai suoi esigenti elettori una scelta così difficile quale quella adottata nell'ultimo Consiglio regionale? Ecco quindi l'intervento diretto e autorevolissimo di Matteo Salvini che non contiene riferimenti espliciti ai suoi rappresentanti alla Regione Calabria e alla stessa maggioranza di centrodestra, ma che non può non essere letto alla stregua di una netta presa di distanze. Salvini vuole altro dalla Regione Calabria a guida Santelli e alla quale la Lega ha dato il proprio voto di fiducia. La Lega – ha chiarito il suo leader - vuole la creazione di posti di lavoro, il recupero di ritardi storici sul fronte dei servizi principali, la costruzione di un futuro per i tanti (troppi!) ancora costretti a emigrare o a lottare con la precarietà e la sottoccupazione. Il messaggio è giunto forte e chiaro. Chi deve capire avrà senz'altro capito, mentre Salvini ha rimesso la Lega in sintonia con il proprio elettorato e con i propri militanti e simpatizzanti. Solo un accenno merita, in questo contesto, il comunicato stampa firmato dal consigliere regionale Pietro Molinaro, uno dei quattro leghisti che siedono a Palazzo Campanella. Il commento di Molinaro su quanto è accaduto è duro. Non si capisce molto bene a chi siano rivolti i suoi strali politici, né quanto è accaduto ha rilevanza solo sul fronte strettamente procedurale. Vedremo che cosa preciserà, se riterrà di farlo, la capogruppo Tilde Minasi!