Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Cosenza, la Dda di Catanzaro sequestra piazza Bilotti

Cosenza, la Dda di Catanzaro sequestra piazza Bilotti
Piazza Bilotti, la centralissima area nel cuore di Cosenza, è sotto sequestro. La Guardia di finanza di Cosenza ha eseguito un decreto disposto dalla Dda di Catanzaro. Diverse pattuglie delle Fiamme gialle - coadiuvate dalla Polizia municipale - hanno interdetto l'accesso alla piazza  ed al parcheggio sottostante. Sia la piazza (oggetto di recente ammodernamento) che il parcheggio sotterraneo sono oggetto di una indagine, condotta dalla procura distrettuale antimafia, su una serie di grandi appalti aggiudicati alla Barbieri Group in provincia di Cosenza. L'ipotesi è che i lavori sarebbero stati condizionati dalla cosca Muto di Cetraro.
Inaugurazione senza collaudo
Sono 13 le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta, denominata "Piazza pulita", che ha portato al sequestro di piazza Bilotti. Al centro dell'indagine il collaudo dei lavori che hanno interessato la stessa piazza. "Dalle indagini - si legge in una nota - è emerso che la cerimonia pubblica di inaugurazione di piazza Bilotti al termine dei lavori di riqualificazione, avvenuta in data 17 dicembre 2016 con la presenza di migliaia di persone, è stata svolta in mancanza del certificato di collaudo, condizione imprescindibile all’apertura al pubblico della fruibilità della medesima opera pubblica. Il collaudo dell’opera formalmente eseguito in data successiva all'inaugurazione (ovvero il 30 dicembre 2016), dalla ricostruzione investigativa risulta effettuato sulla scorta di un certificato ritenuto ideologicamente falso, nel quale è stata attestata la corretta esecuzione delle opere a fronte di fessure e crateri riscontrate sulle travi portanti della piazza, non ancora effettivamente riparate a quella data".
"Il vincolo reale sulla piazza - spiega la nota - si è reso necessario al fine di scongiurare che, dal perdurante utilizzo della stessa per manifestazioni pubbliche, potesse derivarne pericolo per la pubblica incolumità. L’indagine riguarda più in generale la gestione dell’appalto per la “riqualificazione e rifunzionalizzazione ricreativo-culturale di Piazza 'Carlo Bilotti' e realizzazione di un parcheggio interrato,” - del valore di € 15.755.000 di cui € 11.993.778,35 di finanziamento pubblico ed € 3.761.221,65 a carico del privato imprenditore - e relative alle ipotesi di reato, riguardanti pubblici amministratori, imprenditori, professionisti e pubblici dirigenti, indagati, a vario titolo, per falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, mancanza del certificato di collaudo, e con la previsione, per uno degli indagati, dell’aggravante di avere commesso il fatto per agevolare le attività della cosca Muto di Cetraro".
Le indagini e i reati contestati
Le indagini, svolte attraverso intercettazioni e riscontri documentali, hanno permesso di "delineare le ipotesi di plurimi reati di falso, finalizzati ai finanziamenti per lavori complementari e per il rilascio del certificato di collaudo, di rivelazione di segreto, posta in essere da un pubblico dipendente in relazione ad attività ispettive che dovevano essere avviate sul cantiere, e affidamento e frammentazione di incarichi sotto soglia, in modo da aggirare gli obblighi posti dalla normativa vigente in materia di appalti".
E' emerso inoltre che la cerimonia pubblica di inaugurazione di piazza Bilotti, al termine dei lavori di riqualificazione, avvenuta in data 17 dicembre 2016 con la presenza di migliaia di persone, è stata svolta in mancanza del certificato di collaudo, condizione imprescindibile all’apertura al pubblico della fruibilità della medesima opera pubblica. Il collaudo dell’opera, formalmente eseguito in data successiva a detto evento inaugurale (ovvero il 30 dicembre 2016), dalla ricostruzione investigativa risulta effettuato sulla scorta di un certificato ritenuto ideologicamente falso, nel quale è stata attestata la corretta esecuzione delle opere a fronte di fessure e crateri riscontrate sulle travi portanti della piazza, non ancora effettivamente riparate a quella data. Ciò scaturiva dalla necessità di corrispondere alle pressanti richieste dell’amministrazione comunale di Cosenza, legate anche alla volontà di non spostare in altro luogo il concerto di fine anno 2016 (evento effettivamente tenutosi). Dalla ricostruzione investigativa, risulta, inoltre, il deposito, presso i competenti uffici della Regione Calabria e del Comune di Cosenza, di documentazione attestante prove tecniche su strutture e materiali, nella realtà non ancora effettuate".