In Calabria tasse regionali alte per "colpa" della sanità

Anche se è leggermente diminuita rispetto all’anno precedente, in Calabria la pressione fiscale resta alta a causa della tassazione regionale. Secondo il sito www.finanze.gov.it, la Calabria è tra le regioni in cui si paga l’addizionale regionale Irpef più alta in Italia tra le sette che hanno adottato l’aliquota unica. Più nel dettaglio, il tasso è pari all’1,73%, la stessa percentuale di prelievo previsto dall’Abruzzo, e dunque più alta di quella delle altre quattro regioni che hanno optato per questa soluzione, fissando l’aliquota all’1,23%. Solo la Campania ha disposto un prelievo fiscale più alto, per la precisione del 2,03%. Quella adottata in Calabria di prevedere uno scaglione unico che consente alla regione un maggior incasso è una scelta precisa: serve, infatti, per far fronte all’enorme disavanzo dei conti regionali in materia sanitaria.
La nostra è una delle regioni sottoposte a piano di rientro, e com’è noto il settore è commissariato ormai da più di dieci anni. Una condizione, quella del commissariamento, che impone una maggiore pressione fiscale sui cittadini, compresi i più poveri, cioè coloro che hanno un reddito inferiore a 15 mila euro l’anno. L’unica novità positiva che si può riscontrare sul sito del ministero delle Finanze è che rispetto allo scorso anno la Calabria è una delle sole due regioni (l’altra è il Molise) in cui si registra una flessione del tasso dello 0,3%. Questo perché nella nostra regione si è scelto di non inserire l’aumento che avrebbe scattare automaticamente a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di rientro dal deficit sanitario. Attenzione a cantare vittoria, però: per confermare questa diminuzione occorrerà attendere le decisioni del Tavolo per la verifica degli adempimenti, ormai noto come tavolo Massicci, e del Comitato per il controllo dei livelli essenziali di assistenza, ovvero dei due organi che vigilano sull’attuazione dei piani di rientro delle regioni in disavanzo sanitario.
Solo dopo il lavoro di questi due organismi si potrà, o meno, confermare il taglio dell’aliquota. Sta di fatto che da questi dati giunge l’ennesima conferma di quanto la gestione scriteriata, incontrollata, talvolta perfino allegra della spesa del sistema sanitario regionale negli ultimi decenni si ripercuota ancora oggi, ed in maniera pesante, sull’economia di imprese e famiglie calabresi condizionandone la capacità di risparmio e di spesa, e dunque facendo da vero e proprio freno alla possibilità di un’azione di rilancio e di una ripresa economica complessiva.