Portare la ricerca scientifica fuori dai laboratori e trasformarla in innovazione, sviluppo industriale e nuove opportunità per le imprese italiane. È questa la sfida al centro della Conferenza degli Addetti scientifici, spaziali e degli Esperti agricoli, che si è svolta ieri all'Atelier dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Sessanta esperti della rete diplomatica italiana, provenienti da diverse aree del mondo, si sono ritrovati in Calabria per fare il punto sulle attività di promozione della ricerca, dell'innovazione tecnologica e della cooperazione internazionale. Il tema scelto per questa edizione, Dal Laboratorio al Mercato. Tecnologie di frontiera per la prosperità dell’Italia, ha posto l'accento proprio sulla necessità di rafforzare il collegamento tra università, centri di ricerca e sistema produttivo.
Ad aprire i lavori sono stati il rettore della Mediterranea e presidente del CRUC Calabria, Giuseppe Zimbalatti, il direttore del Dipartimento di Agraria, Marco Poiana, e il direttore generale del MAECI, Mauro Battocchi. Quest'ultimo ha evidenziato il valore strategico della rete degli addetti, impegnati in circa trenta ambasciate e ottanta consolati, figure specializzate capaci di mettere in relazione il mondo scientifico italiano con quello dei Paesi in cui operano.
Diversi i settori affrontati nel corso della giornata: dall'intelligenza artificiale alle nuove collaborazioni nel campo della meteorologia e dell'idrogeno verde, fino alla cooperazione scientifica con i Paesi emergenti, in particolare nell'ambito del Piano Mattei. Un confronto che ha messo in evidenza anche la dimensione geopolitica della ricerca e il suo ruolo nella costruzione di partnership internazionali.



