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Dal circolo lametino al ruolo internazionale: la scherma raccontata da Luigi Martilotti

Dal circolo lametino al ruolo internazionale: la scherma raccontata da Luigi Martilotti

Luigi Martilotti rappresenta un vero e proprio vanto per il mondo della scherma calabrese e non solo. Ai nostri microfoni, il lametino ha parlato ripercorrendo tutti gli step compiuti in passato fino ad arrivare ad arbitrare nel corso delle Olimpiadi di Parigi 2024 e chiudendo il cerchio diventando designatore degli arbitri internazionali. Luigi non vuole però fermarsi, infatti ci ha reso noti anche quelli che sono i suoi prossimi obiettivi e quali sono ancora i suoi sogni da conquistare.


Le parole di Luigi Martilotti


Da dove nasce la passione per la scherma, dove sei cresciuto "schermisticamente" parlando e chi sono stati i tuoi modelli da cui hai tratto spunto?
"Il mio percorso nasce da quando avevo 9 anni con il maestro Armando Ruffo che mi invitò a provare la scherma nella sua palestra. E' stato lui il mio primo maestro che mi ha avviato. Quando ero più grande ho iniziato e proseguito con quella che è stata la mia arma, la sciabola, sotto la guida attenta di Roberto Costanzo e poi ho proseguito questo cammino con Giuseppe Costanzo. A 18 anni ho iniziato ad arbitrare grazie a Roberto Costanzo che mi ha spinto ad intraprendere questa strada da arbitro. Nel 2009 sono diventato arbitro internazionale, ho diretto 13 Mondiali, fino ad arrivare all'esperienza magnifica di Parigi 2024. Se devo dare due nomi che mi hanno indirizzato, direi benissimo il mio primo maestro Armando Ruffo e Roberto Costanzo che mi ha dato la possibilità di iniziare il percorso da arbitro".


Nel mondo della scherma cosa si potrebbe fare di più per alzare ancora di più il numero dei bambini che si appassionano a questo sport?
"C'è stato già un cambiamento epocale, visto che ora anche i tecnici hanno la possibilità di aggiornarsi quotidianamente anche attraverso internet, ricerche o video. Abbiamo quindi grandi prospettive di crescita anche in Calabria e questo lo vedo dai numeri che porta ogni società calabrese alle gare con i numeri che sono quadruplicati. Si può comunque fare tanto ancora di più ovviamente tenendo conto delle risorse che sono sempre poche. Il consiglio che posso dare anche ai tecnici è quello di investire su loro stessi, sulla loro formazione. Io sono stato recentemente anche nello staff della Nazionale come match analyst e posso dire che questa figura aiuterà tantissimo e sarà indispensabile nel futuro per tutte le società di scherma in quanto l'analisi tattica è importantissimo. I bambini devono avvicinarsi attraverso il lavoro delle società nelle scuole e bisogna farli innamorare, magari sfoggiando il racconto di miti come Zorro o D'Artagnan. Bisogna riprendere il modello americano in cui si vanno a scovare talenti nei collage e poi ovviamente tutti dipende anche dalle vittorie della Nazionale nelle Olimpiadi spostano".


Sei stato arbitro anche nella meravigliosa Olimpiadi di Parigi 2024. Se proprio dovessi prendere un'iconografia impattante quale sceglieresti e perchè?
"Sono sempre stato un tipo freddo quando arbitravo. Ho cercato sempre di mettere i sentimenti da parte. A Parigi non ci sono riuscito all'inizio: quando sono entrato al Palazzetto, ho visto 13mila persone e non riuscivo nemmeno a sentire il mio collega al video. Non ho trattenuto le emozioni e le sensazioni sono state forti. Dopo aver condotto il primo assalto mi sono sciolto, no andato dritto divertendomi anche, ma il primo impatto è stato veramente forte ed emozionante. Le Olimpiadi sono tutt'altra cosa rispetto a tutto".


Infine per chiudere, quali sono i tuoi sogni nel cassetto e quali sono i tuoi obiettivi?
"Sicuramente il sogno grande che ho nel cassetto è quello di andare come delegato alle prossime Olimpiadi. So benissimo che non sarà facile perchè io adesso entro in corsa, siamo in 10 e si va in 4 incluso il Presidente. Mi giocherò però tutte le mie carte, sarà una sfida molto bella e forte a cui non rinuncerò. Per quanto riguarda gli obiettivi, al momento ne ho uno in testa: far crescere la classe arbitrale internazionale che è formata da molti giovani con poca esperienza però. Ci sarà bisogno quindi di trovare delle soluzioni, per farli sbagliare magari ma farli crescere bene".


Foto Profilo personale Luigi Martilotti.



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