Si conclude l'istruttoria dibattimentale del processo Maestrale sull'assassinio di Maria Chindamo, l'imprenditrice di Laureana di Borrello (Reggio Calabria) scomparsa a Nicotera e vittima di lupara bianca. La Corte d'Assise di Catanzaro ha respinto le richieste di integrazione probatoria presentate dall'accusa e dalla difesa di Salvatore Ascone, imputato di concorso nel delitto. Il prossimo passo sarà la requisitoria del pm Annamaria Frustaci, fissata per il 18 novembre.
Le istanze presentate
Fra le richieste avanzate dalla Dda nella scorsa udienza c'erano anche l'acquisizione di tre verbali del collaboratore di giustizia Pasquale Alessandro Megna, e la sua audizione in aula. L'uomo era stato sentito durante il processo "Maestrale-Carthago". In quella sede, secondo quanto emerso, Megna aveva indicato Ascone tra le persone coinvolte nella distruzione e nell'occultamento del cadavere dell'imprenditrice. All'audizione del collaboratore, si erano opposti gli avvocati difensori di Ascone. I giudici hanno accolto le obiezioni, rigettando la richiesta del pm e ritenendo l'esame di Megna non necessario. Respinte altresì le istanze istruttorie presentate dalla parti.




