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Stop ai licenziamenti decisi dall’IA: cosa devono sapere imprese e lavoratori in Calabria

Stop ai licenziamenti decisi dall’IA: cosa devono sapere imprese e lavoratori in Calabria

Un’intelligenza artificiale non potrà più decidere da sola chi assumere, chi licenziare o come valutare un dipendente. Lo stabilisce il decreto legislativo n. 179 del 7 ottobre 2026, in vigore dal 23 ottobre, che applica in Italia il regolamento europeo sull’IA. Le nuove regole valgono per tutte le aziende che usano questi strumenti, comprese le piccole imprese calabresi che negli ultimi anni hanno iniziato a usare chatbot, programmi di selezione del personale o software di gestione.

Decide sempre una persona
Il punto centrale riguarda il lavoro. Le decisioni su assunzioni, modifiche del contratto, licenziamenti, provvedimenti disciplinari e valutazioni non possono dipendere solo da un sistema automatico. L’ultima parola spetta a una persona in carne e ossa, che deve valutare davvero quello che propone la macchina e non limitarsi ad approvarlo. Se la regola non viene rispettata, la decisione è nulla, licenziamento compreso.

Il lavoratore ha diritto a sapere
I dipendenti devono essere informati se in azienda si usa l’intelligenza artificiale e possono chiedere spiegazioni: quanto ha contato l’IA in una decisione che li riguarda, su quali criteri si è basata e quale è stato il ruolo delle persone. Il datore di lavoro deve inoltre inserire gli effetti dell’IA su ritmi, turni e sicurezza nel documento di valutazione dei rischi e formare il personale.

Chi controlla
La vigilanza spetta all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che può fare ispezioni e applicare sanzioni, insieme all’AgID. Per banche, investimenti e assicurazioni intervengono Banca d’Italia, Consob e Ivass. Per le violazioni più gravi le regole europee prevedono multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato.

Niente panico per le piccole aziende
Per chi usa strumenti di uso comune, come gli assistenti di scrittura, non scattano tutti gli obblighi previsti per i sistemi ad alto rischio e non è richiesta alcuna certificazione. Il decreto prevede anche uno spazio di sperimentazione gestito da AgID e Agenzia per la cybersicurezza, con un’attenzione particolare a piccole e medie imprese e startup: un’occasione anche per le realtà innovative calabresi.

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