Ci sono partite che segnano l’intera stagione, che hanno qualcosa di definitivo, anche se il traguardo è ancora lontano. Speriamo di cuore di sbagliarci ma per il Crotone la sconfitta di ieri sera contro il Casarano, la quarta subita in sei gare casalinghe, la sesta in undici giornate, sembra una di queste partite, peggio pure di quella col Cerignola di due settimane fa.
Condannati a vincere
Appesantito già prima di cominciare dal -6, il Crotone inizia ad essere schiacciato dalla condanna a vincere impostagli dalla classifica, specie quando gioca in casa: se messe a confronto, dal punto di vista estetico c’è una notevole differenza tra la prova di Bari, in cui si sono viste idee, spigliatezza e velocità di esecuzione ed è mancato solo il gol, e quella di ieri sera, nella quale col passare dei minuti la scioltezza della manovra e la disinvoltura nelle giocate hanno lasciato il posto alla frenesia, fino al collasso finale.
Punizione eccessiva
Intendiamoci, il Casarano non meritava di vincere anche perché non ha quasi provato a farlo, se si fa eccezione per lo sciagurato retropassaggio troppo corto di Armini che in apertura di ripresa ha messo Chiricò di fronte a Merelli, che in uscita bassa è riuscito a cavarsela. Anche i salentini erano in crisi di risultati specie in trasferta, dove avevano raccolto la miseria di un punto in cinque partite, e reduci dalla scoppola di Cava dei Tirreni, costata la panchina a Di Bari. Zauri raccoglie più di quanto gli spettasse, ma non può esservi consolazione in questo: il guaio è che il Crotone ha perso allo ‘Scida’ gare da considerare veri scontri diretti contro avversari non irresistibili, dal Foggia all’Inter under 23, e questo una squadra costretta a correre più degli altri per recuperare terreno non può permetterselo.
Imprecisioni sottoporta
Per giunta, la fortuna sembra avere voltato sdegnosamente le spalle ai rossoblu: le occasioni per Russo, Tordini e Stauciuc per provare a riacciuffare il pareggio dopo la rete di Grandolfo compongono un quadro indiziario di imprecisioni sotto porta ed errori nell’ultima scelta che ricorda tanto la nuvoletta persecutrice di Fantozzi, o quel proverbio popolare secondo il quale la sfortuna si accanisce sui più fragili. Unico appiglio per provare a sottrarsi ad una realtà infelice è il fatto che ci siano altre 27 gare da giocare. La prossima sul campo del Potenza che ha fin qui dominato il girone e che in casa ha fatto percorso netto



