Un presunto sistema per frodare il fisco attraverso slot machine manomesse, con controlli che sarebbero stati anticipati in cambio di denaro. È lo scenario al centro dell’inchiesta della Procura di Cosenza che oggi, 26 ottobre, ha portato all’esecuzione di 15 misure cautelari da parte dei Carabinieri, con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Due persone sono finite agli arresti domiciliari, sei sono state raggiunte da misure cautelari non custodiali e per altre sette è scattato il divieto di esercitare attività nel settore dei giochi per un anno.
Al centro dell’indagine, un presunto sistema di alterazione degli apparecchi da gioco con vincite in denaro, attraverso l’utilizzo di doppie schede elettroniche, alcune delle quali clonate, che avrebbero consentito di registrare solo una parte delle giocate sulla rete telematica ufficiale, sottraendo così al fisco le imposte dovute.
Le indagini, avviate dopo l’individuazione di anomalie nei flussi di gioco, avevano già portato al sequestro di 145 apparecchi e di circa 80 mila euro in contanti. Nel novembre 2025 era stato inoltre disposto un sequestro preventivo per oltre 12 milioni di euro nei confronti di un operatore economico del settore.
Secondo l’ipotesi investigativa, il sistema avrebbe coinvolto anche un funzionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Cosenza, che, in cambio di presunte somme di denaro, avrebbe anticipato informazioni sui controlli programmati, consentendo di nascondere le schede irregolari. Contestata anche la presunta sottrazione di schede sequestrate, che sarebbero state successivamente ripristinate e rimesse in circolazione.



