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Caporalato nel Crotonese, titolare di un maneggio ai domiciliari

Caporalato nel Crotonese, titolare di un maneggio ai domiciliari

Un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Crotone ha portato alla luce un presunto caso di sfruttamento lavorativo in un maneggio della provincia. Il titolare è stato posto agli arresti domiciliari e sono state sequestrate le strutture aziendali interessate dal provvedimento.


L’indagine coordinata dalla Procura

L’attività investigativa, condotta dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, avrebbe fatto emergere un’ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. L’intervento è stato finalizzato a interrompere una situazione che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe coinvolto un lavoratore particolarmente vulnerabile.


Turni di dieci ore e paga di 2,45 euro

Gli accertamenti avrebbero documentato condizioni lavorative particolarmente gravose per un cittadino extracomunitario senza permesso di soggiorno. L’uomo avrebbe lavorato dieci ore al giorno, per sei giorni alla settimana, occupandosi da solo di oltre venti cavalli e della pulizia dei box.

Secondo quanto emerso dall’indagine, il lavoratore non avrebbe avuto a disposizione dispositivi di protezione individuale e avrebbe ricevuto una retribuzione di appena 2,45 euro all’ora.


La promessa di regolarizzazione e la condizione di vulnerabilità

Stando alla ricostruzione investigativa, il titolare avrebbe approfittato della situazione di bisogno e dell’irregolarità del lavoratore, prospettandogli un aiuto per regolarizzare la sua posizione in Italia. Una promessa che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata utilizzata per coinvolgerlo nel rapporto di lavoro.


Arresti domiciliari e sequestro delle strutture

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha chiesto l’applicazione di misure cautelari. Il Giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto gli arresti domiciliari per il titolare del maneggio e il sequestro preventivo dei box e dei manufatti della struttura.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori condotta sul territorio dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in collaborazione con l’autorità giudiziaria.

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