La mobilitazione degli autotrasportatori mette in luce un’Italia “spaccata in due”, segnata da differenze dimensionali e territoriali tra le imprese del settore. Secondo Carlo Calenda – leader di Azione, a Crotone per presentare il suo libro – la risposta della politica è totalmente inadeguata: da un lato la destra ha stanziato fondi che restano bloccati da sei mesi; dall’altro la sinistra vorrebbe abolire i sussidi ambientalmente dannosi facendo impennare il costo di benzina e gasolio.
La proposta avanzata da Calenda punta a un intervento strutturale sfruttando un paradosso italiano: l’Italia ha le accise sulle sigarette più basse d’Europa e quelle sui carburanti più alte. “Non sarebbe il caso di aumentare un po’ le accise sulle sigarette e i superalcolici e abbassarle sulla benzina e il gasolio, che sono beni di lavoro?”, evidenzia Calenda, sottolineando che una manovra di questo tipo potrebbe liberare da 3 a 4 miliardi di euro a favore di chi lavora.
Sicurezza urbana e il pugno di ferro sui social: da TikTok a Telegram
Sul fronte della sicurezza urbana, la tecnologia può fare molto di più. Calenda propone di replicare i modelli già attivi in altre grandi capitali europee, collegando in rete le telecamere cittadine e sfruttando l’intelligenza artificiale per segnalare automaticamente gli assembramenti alle pattuglie delle forze dell’ordine.
Tuttavia, il vero allarme riguarda il degrado digitale e l’impatto dei social network sulle nuove generazioni. Piattaforme come TikTok e Telegram sono state definite veicoli di violenza e illegalità, dove risse, aggressioni e atti di bullismo vengono filmati e amplificati senza filtri: “O TikTok si impegna a mediare i contenuti o va chiuso, così come Telegram, che è diventato il veicolo di tutta la delinquenza”. Per Calenda è indispensabile introdurre una rigorosa certificazione dell’età anagrafica tramite sistemi di verifica tassativi per l’accesso ai dispositivi e ai social.
L’emergenza della violenza giovanile e il fenomeno “maranza”
Il tema della sicurezza e della violenza diffusa non riguarda solo le grandi metropoli del Nord come Milano, ma coinvolge l’intero Paese, da Roma alla Calabria. Episodi di microcriminalità, risse e aggressioni tra giovanissimi vengono costantemente alimentati dalla ricerca di visibilità online. Secondo Calenda, servono misure drastiche: controllo ferreo del tempo trascorso a scuola, blocco dell’accesso ai social per i minori in caso di contenuti violenti e tolleranza zero contro ogni forma di baby-gang o intimidazione urbana.
Il posizionamento dell’Europa e il futuro dell’Italia
Riflettendo sul posizionamento geopolitico, Calenda ribadisce l’importanza centrale del legame con l’Unione Europea per evitare che l’Italia perda ogni peso specifico nello scenario internazionale: “O c’è l’Europa o siamo colonie”. Per il leader di Azione, gli italiani devono riscoprire il senso di appartenenza nazionale ed europea, uscendo dalla logica di subalternità economica e politica.
L’alternativa di Azione e il rifiuto del “voto di rabbia”
Sul piano politico locale e nazionale, Azione persegue una linea autonoma e pragmatica, lontana sia dagli schieramenti di centrodestra che di centrosinistra, ritenuti entrambi incapaci di governare efficacemente il Paese. A livello amministrativo l’obiettivo primario resta la gestione concreta dei servizi pubblici essenziali — dalle strade all’illuminazione, fino alla valorizzazione culturale — slegandosi dalle logiche ideologiche.
Infine, analizzando i fenomeni di protesta e di consenso basati unicamente sulla contestazione, Calenda boccia la politica urlata e il “voto di rabbia”: “Il mondo sta andando a pezzi, basta rabbia”, conclude, sottolineando come le pulsioni di protesta non abbiano mai offerto soluzioni reali ai problemi dei cittadini.