Presentato al Polo culturale ‘Mattia Preti’ di Palazzo Campanella il progetto per rafforzare la tutela delle vittime di reato e mettere in rete competenze, associazioni ed enti. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e costruire un “Modello Calabria” a costo zero e tempo zero. Due principi che sintetizzano la filosofia della Rete regionale multidisciplinare per la tutela delle vittime di reato, presentata alla stampa dal presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, e dal Garante regionale per le vittime di reato, Antonio Lomonaco.
Costo zero, tempo zero
Costo zero perché il progetto non comporterà nuovi oneri per il bilancio pubblico. Tempo zero perché l’obiettivo è ridurre al minimo i tempi di risposta ai bisogni delle vittime, favorendo interventi coordinati, tempestivi ed efficaci. Una rete che punta a trasformare la collaborazione tra istituzioni, enti, associazioni e professionisti in un sostegno concreto per chi ha subito un reato, evitando che le persone più fragili debbano affrontare da sole le difficoltà del percorso successivo.
«La Calabria prosegue un percorso concreto per rafforzare la tutela delle vittime di reato. Con questa iniziativa diamo attuazione alla legge regionale del 2023 e valorizziamo il lavoro del Garante Antonio Lomonaco e del suo Ufficio, mettendo al centro le persone e i loro diritti», ha dichiarato Cirillo nel corso della presentazione dell’avviso per la costituzione della Rete.
Gli obiettivi
Prevista dall’articolo 6 della legge regionale n. 10 del 2023, la Rete avrà funzioni consultive e di supporto al Garante. Il suo compito sarà quello di mettere in connessione le realtà già attive sul territorio, valorizzarne le competenze e favorire il coordinamento delle esperienze, con l’obiettivo di rendere più accessibili ed efficaci i percorsi di assistenza.
«È un obiettivo ambizioso, quasi un unicum a livello nazionale – ha spiegato Lomonaco –. Vogliamo riunire le migliori esperienze della Calabria per rafforzare il sostegno alle vittime di reato, soprattutto a quelle più vulnerabili. Troppo spesso le vittime sono isolate: dobbiamo rimetterle al centro ed evitare che vengano lasciate sole».
L’avviso per aderire alla Rete è già stato pubblicato ed è rivolto ad associazioni, enti e organizzazioni del territorio. La manifestazione di interesse avrà carattere permanente: anche successivamente alla fase iniziale, i soggetti in possesso dei requisiti potranno presentare domanda di adesione, contribuendo ad ampliare progressivamente il numero e la qualità delle competenze coinvolte. Parallelamente, sono già state avviate interlocuzioni con magistratura, forze dell’ordine e Prefetture. Il coinvolgimento di questi interlocutori avverrà attraverso protocolli specifici, nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali.
