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Conte incontra agricoltori e autotrasportatori: «Governo venga ad ascoltare cittadini in difficoltà»

«Il governo venga qui, la presidente Giorgia Meloni e i ministri vengano a parlare con i cittadini che sono in difficoltà». È l’appello lanciato da Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, durante la sua visita al presidio di protesta di agricoltori, autotrasportatori, pescatori e allevatori organizzato nel piazzale antistante lo svincolo autostradale di Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia.

Un incontro sul campo per raccogliere il grido d’allarme di categorie e cittadini schiacciati dal caro vita, dal caro carburante e da una crisi economica che, secondo l’ex premier, la politica nazionale sta affrontando con risposte inadeguate e repressive.

Il nodo della sicurezza e la critica ai decreti

Nel corso del punto stampa, Conte ha duramente criticato la linea del governo sulla gestione del dissenso, puntando il dito contro i provvedimenti in materia di sicurezza. La stretta sui decreti: «Avete fatto l’ottavo decreto sicurezza, farete il nono», ha tuonato Conte, denunciando l’inasprimento del codice penale per i reati minori e l’ipotesi di sanzioni detentive anche per i giovani in situazioni di disagio. Responsabilità e legalità: Pur ribadendo che «se si sbaglia tutti devono rispondere dei comportamenti illegali», Conte ha sottolineato che il governo ha la gravissima responsabilità di aver negato per quattro anni i problemi reali del Paese.

La crisi della filiera agricola e i “rimedi tampone”

Al centro del confronto con i manifestanti calabresi c’è stata la drammatica situazione del settore primario e della filiera agroalimentare. Gli agricoltori, ha spiegato il leader del M5S, sono costretti a produrre sottocosto, mentre sugli scaffali dei supermercati i prezzi raggiungono livelli insostenibili per i consumatori.

Conte ha bocciato senza appello le misure economiche messe in campo dall’esecutivo. I 60 milioni di euro stanziati per il settore vengono definiti «una misura tampone» e ridicola, considerando che le difficoltà sono strutturali e diffuse. La necessità di intervenire sulla distribuzione dei ricavi lungo la filiera, che oggi avvantaggia unicamente la grande distribuzione e gli intermediari a scapito di chi lavora la terra.

«Nessuna infiltrazione, qui ci sono solo cittadini onesti»

Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato alla natura della protesta. Respinti con forza i tentativi di delegittimazione o di accostare la mobilitazione a presunte infiltrazioni o a derive criminali. «Qui non c’è infiltrazione, qui ci sono onesti cittadini che non ce la fanno più», ha sottolineato Conte, ammonendo contro i tentativi mediatici e politici di confondere la disperazione sociale con la criminalizzazione del dissenso.

Solidarietà trasversale: la protesta non riguarda solo le categorie produttive in sciopero, ma vede l’adesione di un’intera comunità di cittadini esasperati che solidarizzano con agricoltori, camionisti e pescatori.

La richiesta di misure strutturali

La ricetta proposta dal Movimento 5 Stelle per uscire dall’emergenza prevede un cambio di passo radicale: il governo deve riconoscere l’esistenza di un profondo malessere sociale ed economico e stanziare risorse adeguate, andando a prenderle «laddove la ricchezza si è accumulata» — citando i grandi comparti energetici, bancari, finanziari e la spesa in armamenti — per redistribuirla equamente a chi non riesce ad arrivare a fine mese.