La protesta degli autotrasportatori mette in difficoltà l’edilizia
La mobilitazione degli autotrasportatori in Calabria continua a produrre conseguenze su diversi settori economici. Dopo i disagi nella distribuzione delle merci, a lanciare l’allarme è ora Ance Calabria, che segnala difficoltà sempre più gravi nell’approvvigionamento dei materiali necessari alle attività dei cantieri. Acciaio e bitume non arrivano regolarmente, mentre i prodotti di origine petrolifera diventano sempre più difficili da reperire. Una situazione che, secondo l’associazione dei costruttori, sta compromettendo la programmazione dei lavori e aumentando i costi a carico delle aziende.
Rugna: «Le imprese sono allo stremo»
A descrivere le difficoltà del comparto è Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, presidente del Consiglio delle Regioni e vicepresidente nazionale dell’associazione. Le segnalazioni raccolte sul territorio, spiega Rugna, delineano un quadro preoccupante: la mancanza di forniture essenziali rende complicata l’organizzazione dei cantieri e rischia di impedire il rispetto dei programmi di lavoro già stabiliti. Alcune imprese sarebbero inoltre costrette a rivolgersi a fornitori esteri, sostenendo ulteriori spese in una fase già caratterizzata da margini economici ridotti. A pesare sono anche il rischio di fenomeni speculativi e l’incertezza che rende più difficile pianificare nuovi investimenti.
Le critiche dopo l’incontro con Salvini
Ance Calabria esprime delusione per gli esiti del confronto del 20 ottobre con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Secondo Rugna, dall’incontro non sarebbero arrivate risposte sufficienti ad affrontare le conseguenze dell’emergenza sul settore delle costruzioni, soprattutto nel Mezzogiorno. Il presidente sottolinea come ogni ritardo nelle consegne possa compromettere l’intera organizzazione delle lavorazioni, coinvolgendo dipendenti, fornitori e imprese legate da precisi impegni contrattuali.
La richiesta al Governo: ristori e cassa integrazione
Per evitare un ulteriore aggravamento della crisi, Ance Calabria chiede al Governo di valutare misure straordinarie a sostegno delle imprese edili. Tra gli interventi proposti figurano ristori proporzionati ai danni e ai maggiori costi sostenuti dalle aziende, insieme alla possibilità di ricorrere ad ammortizzatori sociali adeguati, compresa la cassa integrazione, nei casi in cui la mancanza di materiali renda inevitabile la sospensione delle attività.
L’obiettivo, evidenzia l’associazione, è salvaguardare la continuità dei cantieri e tutelare i livelli occupazionali, evitando che le difficoltà della logistica si trasformino in una crisi ancora più ampia per il comparto edilizio calabrese.
