Non si ferma la protesta degli autotrasportatori. Una mobilitazione promossa da Fedralog Calabria che proseguirà fino al 27 ottobre. Al centro del contendere, l’esito del tavolo di confronto svolto a Milano con il Ministero dei Trasporti, giudicato del tutto insufficiente dalla categoria. Abbiamo chiesto le ragioni dello scontento al coordinatore regionale di Fedralog, Mario Pansini.
«La riunione è stata nulla di concreto – ha detto a Video Calabria – hanno semplicemente sbloccato dei fondi già stanziati nei mesi precedenti o addirittura dello scorso anno. Parlano di quasi un miliardo di euro, ma in realtà sono i 590 milioni stanziati a marzo con la domanda del bonus gasolio che ad oggi ancora non abbiamo ricevuto. I nuovi impegni inseriti sono 60 milioni per settembre-ottobre, che per noi sono briciole, importi insignificanti. Non abbiamo ricevuto nulla, se non uno sblocco di pagamenti già preventivati».
Una situazione che rischia di avere ripercussioni pesanti sull’approvvigionamento delle merci e della spesa quotidiana in tutta la regione. Ma qual è la reale portata dei fermi in Calabria? Pansini chiarisce la natura della protesta e rassicura sui beni di prima necessità.
«Per quanto riguarda il gasolio e i mezzi di prima necessità passeranno tutti – ha detto ancora Pansini a Video Calabria – ci tengo a precisare che Fedralog svolge una manifestazione pacifica, senza blocchi. I mezzi sono fermi nei piazzali e lungo le strade. Siamo consapevoli che i supermercati si stanno svuotando, ringraziamo i cittadini per la solidarietà. Ma gli autotrasportatori si sono fermati per necessità: non c’è più liquidità, non ci sono crediti. Io stesso ho verificato sul cassetto fiscale della mia azienda e non è arrivato nulla: non conviene andare avanti, rimaniamo fermi perché falliremmo lo stesso».
Resta la preoccupazione per il silenzio delle istituzioni centrali e dei media nazionali di fronte al grido d’aiuto di un comparto ormai allo stremo.
«I media nazionali non ne stanno parlando – ha chiosato Marco Pansini – abbiamo lanciato un forte segnale alle istituzioni. Confido ancora che nelle prossime ore arrivi una risposta concreta per revocare subito i fermi e ripartire, perché il danno c’è ed è diventato importante. Al 27 ottobre non possiamo aspettare: diventerebbe una situazione drastica. Abbiamo inviato una comunicazione di sensibilizzazione al Ministro Salvini per intervenire prima, altrimenti sarà troppo tardi».
La richiesta è quindi chiara: un intervento immediato prima del nuovo incontro previsto tra una settimana. Gli autotrasportatori chiedono certezze per evitare che un intero settore, e con esso l’economia del territorio, arrivi al punto di non ritorno.